NESSUNA

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Randy - Vita e morte di Randy Rhoads

di Joel McIver

LIBRO IN ITALIANO

Joel McIver
RANDY
La storia di Randy Rhoads - dai Quiet Riot a Ozzy

Nonostante la sua vita sia stata tragicamente breve, Randy Rhoads si è affermato come uno dei chitarristi più importanti ed influenti della storia del rock e del metal.

Nel 1979 ha lasciato i Quiet Riot per andare a suonare con Ozzy Osbourne, che, appena licenziato dai Black Sabbath, era alla ricerca di un aiuto per rimettere in piedi la sua carriera.

Insieme hanno ottenuto un enorme successo di pubblico e di critica, realizzando due album che sono diventati dei veri e propri classici.

L’incredibile stile di Randy alla chitarra e il suo talento di compositore hanno dato un contributo fondamentale per riportare Ozzy ad alti livelli.

Nel 1982, quando è morto in un incidente aereo a soli 26 anni, non aveva ancora espresso il suo pieno potenziale.

Questo libro, attraverso le parole dei suoi amici, della sua famiglia, di musicisti e ammiratori, traccia la storia di Randy, dagli albori del suo prodigioso talento musicale alla sua improvvisa e scioccante fine.

“Ho detto a Bob Daisley, ‘Non credo che Randy durerà a lungo’... era troppo buono per vivere in questo mondo”.
Ozzy Osbourne, Aprile 1982

Joel McIver vive e lavora in Inghilterra, ed è al momento uno dei più affermati critici musicali rock in circolazione. Oltre a scrivere per numerose e blasonate riviste di settore, trova anche il tempo per occuparsi di cinema recensendo film per la rivista DVD Review. E scrive libri.

Dalla sua penna sono infatti usciti volumi dedicati a Metallica, Slayer, Tool e Slipknot e, più recentemente, a Glenn Hughes e ai Motörhead. I suoi libri hanno venduto decine di migliaia di copie in svariate lingue.
Musicalmente parlando, il suo cuore batte per il thrash della Bay Area, il death metal svedese ed il grindcore, ma non disdegna di ascoltare anche altri generi più o meno estremi.
Per Tsunami Edizioni ha pubblicato le biografie di Slayer, Black Sabbath, Tool, Cliff Burton, Motörhead e il volume I 100 più grandi chitarristi metal.

I Cicloni 11 - 224 + 16 pagine di foto - 16x23 - ISBN 978-88-96131-40-4 - 20,00 Euro

 

TITOLO ORIGINALE:

Crazy Train
The High Life and Tragic Death of Randy Rhoads
Series: Book
Publisher: Jawbone Press
Format: Softcover
Author: Joel McIver

Randall Rhoads, born in California in 1956 and cut down in his prime at the age of only 26, has been an immense influence on a whole generation of musicians in rock and metal. He first came to international prominence in 1979, when he was recruited from the cult metal band Quiet Riot to play with Ozzy Osbourne, who had been fired from Black Sabbath for his drink and drug addictions and was in urgent need of a co-writer to kickstart a solo career.

How and why Ozzy and Randy went on to find enormous success is one of the key themes of Crazy Train, named after the first and most famous Osbourne/Rhoads co-composition. It was Randy's pioneering combination of neo-classical soloing, catchy riffage and unforgettable songwriting which propelled Ozzy to stardom in his own right – even after thousands of Black Sabbath fans had written him off. The two albums which Randy recorded with Quiet Riot and the two with Ozzy showcase the young guitarist's immense ability, although the full extent of his talent may never have been revealed. In 1982 he died in an air crash, the victim of the pilot's cocaine-influenced misjudgment.

The parallels between Crazy Train and the author's best-selling To Live Is To Die: The Life and Death of Cliff Burton (Jawbone 2009) are intentional and obvious. Both books deal with a musical prodigy who died tragically in his mid-20s; both men have a vast following and a profile which has risen and risen in the years since their deaths; and both men have a large coterie of friends, family and associates prepared to tell their stories for the very first time.

 

Crediti foto:
Fronte copertina: Paul Natkin. Retro copertina: Ron Sobol.
Inserto fotografico:
Dove ci sono più di una foto per pagina, i crediti sono riportati in senso orario da in alto a
sinistra.
Pag 1 Tami Forward Collection;
Pag 2 (tutte) Tami Forward Collection;
Pag 3 Ron Sobol; Tami Forward Collection;
Pag 4 Ron Sobol; Fin Costello/Redferns/Getty;
Pag 5 Fin Costello/Redferns/Getty;
Pag 6 Fin Costello/Redferns/Getty;
Pag 7 (tutte) Larry Hulst/Michael Ochs Archives/Getty;
Pag 8-9 Paul Natkin;
Pag 10 Jon Seviert/Getty;
Pag 11 Paul Natkin;
Pag 12 Fin Costello/Redferns/Getty;
Pag 13 John Livzey/Redferns/Getty; Paul Natkin;
Pag 14 Paul Natkin;
Pag 15 Paul Natkin;
Pag 16 Stewart Cook/Rex Features.
Abbiamo cercato di rintracciare i proprietari dei diritti delle immagini utilizzate per questo
libro. In caso di errori od omissioni, vi preghiamo di contattare l’editore.www.tsunamiedizioni.com
Prefazione di Zakk Wylde ......................................................
Introduzione ........................................................................
Glossario .......................................................................... 
Capitolo 1 1956-1975................................................... 
Capitolo 2 1976-1979..................................................
Capitolo 3 Blizzard Of Ozz ............................................. 
Capitolo 4 1980 ........................................................... 
Capitolo 5 Diary Of A Madman....................................... 
Capitolo 6 1981 ........................................................ 
Capitolo 7 Dal 1 gennaio al 19 marzo 1982 ................... 
Capitolo 8 Le conseguenze........................................... 
Capitolo 9 Ozzy e i Quiet Riot, oggi .............................. 
Capitolo 10 L’eredità di Randy ....................................... 
Postfazione di Yngwie J. Malmsteen ................................... 
Discografia...................................................................... 
Ringraziamenti................................................................. 
Fonti .............................................................................. 

Quando Joel mi ha chiesto di scrivere la prefazione per questo libro su Randy, mi sono sentito più che onorato. Mi sembrava il minimo che potessi
fare, considerando l’incredibile impatto che Randy ha avuto sulla mia esistenza.
Mi ricordo che una sera io e Ozzy stavamo parlando di musica, quando ad un
certo punto lui mi ha detto: “Zakk, quando è esplosa la Beatlemania, quello è
stato un momento davvero magico della mia vita”. Gli ho risposto: “Tu e Randy
siete stati lo stesso per me”.
Ho sempre detto alla gente che ciò che distingue un gran musicista è che
non lo ascolti e basta – lo senti. Randy era tutto questo, e molto di più. Non
solo aveva l’aspetto di un eroe della chitarra, ma lo era sul serio, con una tecnica
spaventosa ed una pazzesca abilità compositiva. Inoltre, da Ozzy a qualsiasi altra persona con cui abbia mai parlato e che ha conosciuto o incontrato Randy,
tutti dicono che era il miglior ragazzo che avresti mai potuto incrociare. Era una bomba.
A nome di tutti i discepoli che portano nel sangue il culto di Randy Rhoads
(sono fi ero di essere tra questi), ringrazio Randy per essere un maestro, un’ispirazione, un eroe e per rendere la vita tanto più magica e speciale per tutti noi.

Zakk Wylde
2011

PREFAZIONE di Zakk Wylde

Benvenuti a Randy – Vita e Morte di Randy Rhoads: dai Quiet Riot a Ozzy,
la prima biografi a completa di un’icona che ci è stata portata via con
mezzo secolo di anticipo. Nonostante la sua carriera come chitarrista sia cominciata molto prima di emergere sotto i rifl ettori, Randy viene ricordato soprattutto per i dischi realizzati nei due brevi anni in cui era membro della band
di Ozzy Osbourne. I due album registrati con Ozzy – Blizzard Of Ozz (1980)
e Diary Of A Madman (1981) – hanno infl uenzato centinaia, forse migliaia, di
musicisti hard rock e heavy metal, molti dei quali ne hanno parlato approfonditamente con me per questo libro. Ad ogni modo, per le interviste di questa
biografi a non ho adottato un approcio frammentario. Avrei potuto chiedere
un contributo a centinaia di chitarristi famosi, ma invece mi sono concentrato
sulle persone essenziali – musicisti che conoscevano Randy, che hanno suonato
con lui, che da lui hanno imparato e sono stati ispirati. In più, ho aggiunto
i ricordi di un gruppo di suoi amici, persone a lui legate intimamente, e mi
compiaccio del fatto che Randy si avvicini quanto più possibile all’immagine
defi nitiva di quest’uomo incredibilmente talentuoso e compianto.
Forse avrete letto il mio libro precedente, Cli Burton – To Live Is To Die:
Vita e Morte del Bassista dei Metallica (pubblicato in Italia da Tsunami Edizioni), una biografi a che somiglia molto a questa, a partire dal titolo. Come
Randy, anche Cliff è stato un prodigio della musica morto giovane e, così
come con Cliff , il culto che si è propagato dopo la sua scomparsa rendeva
chiaro quanto sarebbe stato facile dipingere Randy come un santo. Questa è
una trappola da biografo che ho cercato di evitare, sebbene non sia stato facile
visto che quasi nessuno ha una parola cattiva da spendere nei suoi confronti.
Oltre ad essere stato, a detta di tutti, un ragazzo onesto, premuroso e generoso,
era anche umano ed in questo libro ho fatto il possibile per ritrarlo così, con i
suoi pregi e i suoi difetti, come li abbiamo tutti noi. Randy non è un’agiografi a
insensata: è un tentativo di mostrare esattamente chi era Randy Rhoads e – per
estensione – quale incredibile perdita abbia signifi cato la sua crudele e inutile morte per chiunque ami la musica rock. È impossibile sapere cos’avrebbe

INTRODUZIONE

continuato a fare Randy se fosse vissuto: l’unica certezza è che sarebbe stato
qualcosa di pazzesco.
Questo libro parla della storia di Randy, ovvio, ma c’è molto di più. È
anche la storia dei primi passi di Ozzy alla conquista di una notorierà indipendente dopo aver lasciato i Black Sabbath; la storia di circa una dozzina di
musicisti chiave i cui percorsi si sono incrociati, rendendo qualcuno più felice
di altri; ed infi ne, la costruzione di una leggenda la cui reputazione è difesa
da alcune, dovremmo dire, persone “uniche”. È la loro variopinta infl uenza a
donare a questo libro una marcia in più...
Joel McIver

Quello di destino è, nel migliore dei casi, un concetto molto nebuloso, un
concetto che solo uno scrittore non troppo di classe invocherebbe nella
primissima frase di un libro. Però sembra proprio che Randall William Rhoads
fosse destinato ad eccellere nel campo della musica.
Il genio di Randy, e non è un’esagerazione defi nirlo così, si è inizialmente
sviluppato sotto la guida della madre, Delores Rhoads. Da sempre insegnante
di musica, Delores è nata nel 1920, si è laureata alla UCLA e ha insegnato nel
circuito scolastico di Los Angeles prima di sposare il collega maestro di musica
William Arthur Rhoads e fondare una scuola con il nome Musonia, nel 1949.
Situata al 12111 di Tiara Street nella North Hollywood, in California, dove
opera tuttora, la scuola è stata completata nel corso degli anni, come ricorda
Delores. “Siamo partiti da zero”, ha detto. “Abbiamo iniziato a lavorare qui nei
primi anni ’50, ma non l’abbiamo costruita tutta subito. C’è voluto un bel po’
di tempo”.
Poco dopo aver aperto e avviato la scuola, la famiglia Rhoads si è trasferita
nella piccola città di Burbank e ha iniziato ad espandersi. Prima è arrivato un
fi glio, Douglas, nel 1951, poi è apparsa una figlia, Kathy, nel 1955 e alla fi ne è
nato Randy, chiudendo il cerchio il 6 dicembre del 1956. Purtroppo, qualsiasi
armonia domestica di cui la famiglia ha potuto godere, nonostante lo sforzo di
badare a tre piccoli bambini, ha avuto vita breve perché nel maggio del 1958,
quando Randy ha appena 18 mesi, William Rhoads lascia sua moglie e i suoi
fi gli per motivi non noti. Ogni tanto tornerà a trovarli, ma per quanto tempo e
quanto spesso non è mai stato rivelato.
Né Delores né i suoi fi gli hanno mai spiegato perché William se ne sia andato. Tutto quello che sappiamo di lui è che ha due fratelli, è nato a Nowata,
in Oklahoma, nel 1920 – stesso anno di Delores – ed è cresciuto a San Diego,
in California. Ha prestato servizio nelle forze armate degli Stati Uniti come clarinettista e sassofonista in un’unità radio a Santa Ana, prima di seguire la professione di insegnante. Quattro anni dopo aver lasciato la famiglia, ha lavorato
come rappresentante delle vendite per diversi produttori di chitarre e nel 1969

si è spostato in Connecticut: forse il suo trasferimento nella parte opposta del 

Paese non ha favorito il rapporto con i figli, allora adolescenti. Ha passato i successivi ventitré anni come direttore d’orchestra di una scuola, nel 1992 è andato
in pensione e si è dedicato al volontariato per la chiesa di Winsted, una città tra
Boston e New York. È morto nel 1999 all’età di 79 anni, lasciando la sua seconda
moglie, i loro fi gli e i suoi nipoti.
La situazione fi nanziaria della famiglia Rhoads ha notevolmente risentito
dell’impatto causato dall’assenza di William. Anche se Doug, Kathy e Randy
avevano la radio, per alcuni anni non hanno avuto nessun giradischi o televisione. “Che tu ci creda o no, non avevamo lo stereo”, ha detto Kathy, “[quindi] in
giro per casa tutti suonavano la propria musica”. In un periodo in cui il senso
stesso dell’essere giovani era stato ridefi nito dal rock‘n’roll, e in una situazione in
cui fare musica era sia allettante che naturale, tutti e tre hanno cominciato a studiare degli strumenti. Nonostante Kathy non abbia continuato anche da grande,
i due fratelli Rhoads ne furono subito rapiti. “Mentre mia mamma era incinta
di me, occupava la prima fi la della Glendale Symphony Orchestra, e credo che
questo incida molto”, rifl ette Doug molti anni dopo. “Si trasferisce alla tua psiche e credo sia quello che è successo a me e a mio fratello”. Doug ha iniziato
da giovane ad usare il suo nome d’arte ‘Kelle’, pronunciato come ‘Kelly’. Come
spiega: “Kell è il mio secondo nome, ho aggiunto una ‘e’ fi nale ed è diventato
il mio pseudonimo. È strano quando la gente mi chiama ‘Doug’ perché poche
persone, a parte la mia famiglia, lo fanno”.
Randy era un bambino gentile che amava collezionare trenini e a cui piaceva
il profumo delle gardenie. Kelle ripensa a quando Randy era molto piccolo: “Mi
ricordo davvero bene il periodo prima che iniziasse a suonare la chitarra. Era
molto intelligente e prendeva bei voti a scuola senza nemmeno sforzarsi troppo.
La cosa che dovrebbe valorizzare l’impressione che chiunque ha di Randy è che
era davvero buono. Cavolo, è stato forse l’essere umano più buono che abbia mai
incontrato. Non credo avrebbe mai potuto off endere nessuno, non l’ho mai visto
arrabbiarsi. Ecco, da bambino era così”.
A tempo debito, Randy ha cominciato a studiare chitarra insieme a Kathy,
mentre Kelle suonava il piano ed imparava a cantare. Per le lezioni usava una
vecchia Gibson acustica che apparteneva a suo nonno materno. Kelle ha poi ricordato: “Il padre di mia mamma – che era dottore – suonava la chitarra… così, 

per hobby, e aveva una vecchia Gibson Army/Navy Special scura del 1918. Mio
fratello l’ha trovata e ha iniziato a suonarla… Non c’era scritto Gibson nemmeno sulla paletta, ma solo all’interno della chitarra.”
Randy si mise subito a giocare con la Gibson vecchia di quarant’anni, imparando a conoscerne il tocco, e a prendere lezioni, il modo necessario per migliorare. “Ho semplicemente iniziato a cercare di capire alcune cose da solo, perciò
quando sono arrivato a lezione la prima volta avevo già abbastanza idea di cosa
fare”, ha detto più avanti. Delores gli ha insegnato anche un po’ di pianoforte per
dargli le basi della lettura musicale. “Randy ha cominciato a studiare nella mia
scuola quando aveva circa sei anni e mezzo”, ha detto. “Avevamo una vecchia Gibson acustica che apparteneva a mio padre. Randy l’ha presa e l’ha amata subito
dal primo istante – o almeno da quando è stato abbastanza grande per riuscire a
tenerla in mano e farci qualcosa”.
Sin dall’inizio, Delores ha impresso in Randy e Kelle la necessità di capire i
fondamenti della musica – ritmo, melodia e armonia. Anziché ascoltare con il
giradischi la canzone che gli piaceva, Delores incoraggiava i fi gli ad aff errare la
melodia a orecchio e a risuonarla con la chitarra o con il piano. In questo modo,
hanno imparato ad elaborare la tonalità e la misura di un brano.
“Ci siamo potuti permettere la TV o lo stereo abbastanza tardi rispetto alla
maggior parte delle persone, perciò in casa non c’era molta musica da ascoltare”,
ricorda Delores. “Quindi Randy doveva crearsi le cose da solo”. Anche se capiva
il fascino che la musica pop esercitava sui suoi figli, i suoi gusti erano più raffi nati. Ha spiegato: “Ovviamente io sono sempre rimasta sul lato classico. Ho
suonato professionalmente per un po’ e ho insegnato musica – soprattutto la
tromba – nelle scuole pubbliche”.
Ma i brani acustici che imparava dai libri di testo andavano bene sino a un
certo punto, e Randy rimase conquistato dalla passione di Kelle per il rock‘n’roll.
Come ricorda quest’ultimo: “Mi piacevano i Beatles, e in questo senso ho chiaramente infl uenzato Randy e mia sorella, perché sai… quando il figlio maggiore
dice ‘Questo è veramente figo’, gli altri lo seguono: ‘Ok, vediamo cosa pensa sia
figo’”. Di conseguenza, Randy voleva muoversi in quella direzione. Uno dei suoi
primi ricordi musicali è quando strimpellava il flamenco ‘Malaguena’ con una
vecchia chitarra classica, ma si mise ben presto a rifare le canzoni che sentiva alla
radio, ad esempio ‘Gloria’ e ‘Louie Louie’.

RANDY - Vita e morte di Randy Rhoads

Come ha raccontato Delores, Randy si è stancato presto di suonare la chitarra folk in acustico, e voleva passare a quella elettrica. In quel periodo c’era
un buon insegnante a scuola, un uomo chiamato Scott Shelly, e così Delores gli
permise di cambiare. Usava l’unica chitarra elettrica che la scuola possedeva a
quei tempi, una vecchia Harmony semiacustica con i fori ad “eff e”.
“Randy l’amava davvero tanto”, ha aggiunto. “La suonava sempre, non la
lasciava mai. Era veramente appassionato. In tutti gli anni che ho insegnato – e
sono molti – non ho mai visto uno studente così dedito. Da ragazzino, quando
era al telefono, teneva il ricevitore con la spalla e intanto continuava ad esercitarsi”.
Alcune delle prime infl uenze di Randy possono essere rintracciate nella musica che scopriva quando viaggiava con la sua famiglia attraverso gli Stati Uniti.
Come ha spiegato Delores: “Giravamo per l’America – ho fatto di tutto per farli
viaggiare spesso. Abbiamo attraversato il Paese fi no a New York. Questo prima
che Randy fosse adolescente. Viaggiavamo molto in treno – ci piaceva un sacco.
Credo sia stato questo ad aver infl uenzato Randy [a collezionare trenini] più
avanti. Poi, io e lui siamo stati a Chicago. Avevo qualche proprietà della mia
famiglia in Illinois e ci siamo andati un paio di volte in treno e poi giù, fi no a
New Orleans. Per Randy era stimolante, musicalmente parlando. Siamo rimasti
a New Orleans per qualche giorno. Siamo stati anche al Grand Canyon e in
New Mexico – avevo degli amici lì. Sì, abbiamo girato molto in treno. E questo
è quanto, direi, tra gli otto e i sedici/diciassette anni”.
È fondamentale notare che Randy non aveva un particolare idolo della chitarra a cui ispirarsi per imitarne lo stile. Fin dall’inizio, voleva conoscere i meccanismi della musica per farli suoi, anziché chiedere al suo insegnante di mostrargli
come copiare qualche musicista aff ermato. Come ha detto in un’intervista: “Ancora oggi, non ho un eroe chitarrista… Quando ha iniziato a piacermi il rock,
l’unico mito che avevo era Elvis Presley. Pensavo fosse il migliore, ma a quell’età
non sapevo ancora cosa signifi casse suonare la chitarra solista. Ero troppo giovane per dire ‘Ehi, è davvero bravo’”.
Come narra la leggenda di casa Rhoads, da quando iniziò con la chitarra
elettrica Randy ci mise un solo anno a superare il proprio istruttore. Come ha
spiegato Delores: “Il maestro è venuto da me e mi ha detto ‘Gli ho insegnato
tutto quello che sapevo’. E gli ho risposto ‘Oh, ma dai…’. Ho pensato stesse

Capitolo 1: 1956 - 1975 

scherzando. Mi ha risposto, ‘No, non scherzo. Sono serio’. Da quel momento,
per quanto riguarda la chitarra elettrica Randy ha continuato da solo. Suonava
e suonava e arrivava a capire le cose e in pratica si è costruito un suo stile… non
aveva dischi da ascoltare, il che era positivo perché ha sempre insistito molto con
l’idea di sviluppare un proprio modo di suonare senza dover copiare”.
Le lezioni hanno accompagnato Randy fi n qui. Ha ammesso anche lui che la
maggior parte della sua conoscenza della chitarra arriva dal periodo successivo,
in cui ha fatto l’insegnante, più che da quando era studente – e anche che studiare non era roba per lui. Ha dichiarato: “Ho provato ad andare a lezione ogni
tanto, ma non mi trovavo. Non avevo pazienza. Quando poi ho ricominciato da
adolescente, ho studiato musica classica e mi ha fatto benissimo”.
Una cosa da tener presente è che la chitarra rock, agli inizi, non era la disciplina complessa che è oggi. È vero che l’eroe di Randy, Elvis Presley, ha prodotto
canzoni basate sulla chitarra già dalla metà degli anni ’50, ma quando Randy è
passato dall’acustica Gibson all’elettrica Harmony, ovvero meno di un decennio
dopo gli anni del rock‘n’roll di Elvis, l’arte dell’assolo era ancora una cosa nuova.
I Beatles, il cui dominio della scena pop degli anni ’60 è stato incredibile, non
hanno iniziato ad introdurre assoli complessi nelle loro canzoni fi no alla fi ne
della decade, mentre i Rolling Stones – un’altra grande ispirazione per Kelle e
Randy – si sono sempre concentrati sulle chitarre ritmiche per le loro melodie.
È nel blues, americano ed inglese, che la chitarra solista fi orisce veramente verso
la metà del 1960, ma sembra che a Randy il genere non interessasse molto. Per
quanto riguarda la musica che Randy ascoltava dalla sua radio, in un mono scricchiolante, la Motown si basava sul groove, il folk sull’abilità del fi ngerpicking e
il pop non aveva praticamente assoli. Qualsiasi cosa Randy avesse imparato sulla
chitarra solista in quel periodo, non era molto.
Non che sua madre gli lasciasse prendere una pausa dallo studio. I suoi primi concerti sono stati con il complesso della scuola, che si esibiva ogni fi ne
settimana alla Musonia. Sapendo che i suoi studenti – che arrivarono a 250 nel
momento di maggiore espansione della scuola – avrebbero dovuto suonare in
gruppo come parte della loro futura educazione, Delores aveva deciso di riunirli
in un’orchestra, di fronte ad un pubblico. “Randy in quel periodo doveva avere
sugli otto anni, forse era anche più giovane”, ha ricordato. “Ma si sedeva lì e suonava con il cuore in mano, perché gli piaceva. Già allora cercava di fare le cose da 

solo. I suoi amici si accalcavano per vederlo esibirsi e Randy non si accontentava
di suonargli quel tipo di musica semplice, da banda, ma divagava e faceva cose
che nemmeno io conoscevo, forse erano le hit del momento”.
Anche se il complesso della Musonia suonava le canzoni che passavano alla
radio, questo non voleva dire che gli fosse permesso trascurare la lettura degli
spartiti. “Ai miei studenti ho sempre fatto contare e leggere molto attentamente,
tutto nel modo giusto, quindi Randy era facilitato in questo senso”, ha spiegato.
“Per suonare nel piccolo gruppo che avevo in quegli anni, Randy leggeva gli
spartiti mentre suonava. Li chiamavano in un modo strano, ma per me rimaneva
comunque sempre musica. Doveva leggere perché altrimenti non poteva suonare nel gruppo. Ci metteva l’anima, ed è una cosa davvero importante… diceva
‘Suoniamo con passione, anche se lo facciamo solo per divertimento’”.
Gli spettacoli del venerdì sera hanno spinto i fratelli Rhoads a formare un
gruppo al di fuori della scuola – dove ci si poteva presumibilmente rilassare un
po’ di più rispetto all’ambiente rigoroso che si percepiva alla Musonia. Come
tutte le band di adolescenti da tempo immemore, anche loro hanno condiviso
la sala prove con l’auto di famiglia. Come ha ricordato Kelle: “Avevamo i nostri
piccoli gruppi ed improvvisavamo nel garage, e questo alla fi ne ha portato alla
prima vera band. Direi che si faceva molto rock‘n’roll… Appena esplosero [i Beatles], Randy era davvero piccolo, un bambino. Io non avevo ancora dodici anni,
ma mi colpirono molto lo stesso”.
Donna religiosa, Delores ha mandato i suoi tre fi gli a una scuola elementare
privata, la First Lutheran School di Burbank. Come ha poi detto Kelle: “Mia
mamma è profondamente credente. Non siamo dei fanatici, ma sì, abbiamo
ricevuto un’educazione cristiana”. Lì, Randy ha incontrato un bambino di nome
Pete Wilkinson, più grande di tre anni. Wilkinson, che ha raramente se non
addiruttura mai parlato della sua amicizia con Randy, spiega: “Io e Randy siamo
nati entrambi a Santa Monica e la prima volta che l’ho incontrato era il 1965, lui
aveva otto anni e io undici. Mia sorella usciva con suo fratello maggiore Kelle e
così ho conosciuto la sua famiglia. Ho fi nito per essere il primo ragazzo di Kathy
Rhoads, nel 1966. Andavamo sempre in spiaggia. La prima volta che ho sentito
Randy suonare la chitarra, mi ha sconvolto. Era come un jukebox vivente”.
Un’altra fi gura importante è Kelly Garni, un anno più giovane di Randy.
Come ricorda Garni: “Io e Randy vivevamo vicini a Burbank, ma all’inizio non ci Capitolo 1: 1956 - 1975 19
 

conoscevamo perché lui andava a scuola alla Lutheran ed era più grande di me di
circa un anno. Quando per lui arrivò il momento di trasferirsi in una scuola pubblica, ci siamo trovati entrambi in seconda media. Molti ragazzini arrivavano da
altre scuole elementari, quindi era come sentirsi gettati in un covo di sconosciuti”.
La scuola che Randy e Kelly hanno frequentato era la John Muir Junior
High, un istituto ragionevolmente rispettabile che rifl etteva lo status generale di
Burbank. Come spiega Garni: “Burbank rappresentava la classe media, una città
abbastanza piccola con una popolazione di 50.000 persone. Era quella che in
America chiamiamo ‘città incorporata’, vuol dire che non fa parte di una contea
ma ha una sua entità separata. Era un posto sicuro dove crescere, se non consideriamo i problemi che avevamo a scuola”.
I problemi a cui si riferisce Garni erano, ripensandoci, inevitabili. Persino da
adulto, Randy ha raggiunto solo 1.68m circa di altezza, e il suo corpo era proporzionalmente sottile, anche se abbastanza atletico. Inoltre, aveva questa pettinatura bionda cotonata che ha cominciato a coltivare nei primi anni dell’adolescenza, ed era quindi un ovvio bersaglio per la ghenga di bulli della John Muir
Junior High. Garni, anche lui parte della minoranza di outsider, ha assistito da
vicino a questa spiacevole attenzione.
“Ho visto Randy in giro e mi sembrava interessante”, racconta, “quindi dopo
qualche giorno sono andato da lui e mi sono presentato. Gli ho detto ‘Ehi, come
va?’. Era diverso da tutti, una diff erenza curiosa, ed era l’aspetto la cosa che risaltava di lui. Era carismatico e aveva i tratti di una persona molto speciale. Non
si vestiva come gli altri ragazzi e portava i capelli a modo suo – aveva un taglio
stile Beatles”.
Un’altra amica di scuola, Tami Forward, si era accorta della strana capigliatura di Randy: “La mia prima impressione di Randy è stata ‘Cosa gli è successo ai
capelli?’. Li aveva tagliati dritti proprio all’altezza della collottola ed era strano”.
E ancora, come spiega Kelly: “Camminava con molta grazia: tutti i suoi movimenti erano eleganti. Io lo avevo notato, ma la cosa brutta è che l’avevano notato
tutti e quindi nessuno voleva veramente avere a che fare con lui. Gli stavano
lontano. Eravamo davvero diversi rispetto agli altri ragazzi che continuavano a
picchiarci, seguirci e minacciarci”.
Pete Wilkinson aggiunge: “Ogni tanto gli facevo da guardia del corpo. Veniva preso spesso di mira perché sembrava una ragazza. Gli dicevano ‘Sei una

 

checca, frocio’ e non lo lasciavano in pace: non capivano che tipo era. Quando 

suonava ai concerti, gli stessi ragazzi che se la prendevano con lui lo adoravano.
Era abbastanza assurdo. Ma a lui non importava. Era un ragazzo molto modesto.
La scuola era buona e Randy era un bravo studente, ma era interessato più alla
musica che al resto. Già allora sapeva quale sarebbe stata la sua strada”.
Fortunatamente suo fratello maggiore Kelle Rhoads e i suoi amici erano
spesso in giro per evitare che gli insulti diventassero troppo pesanti, ma il fallito
inserimento di Randy nella John Muir ha fatto sì che si allontanasse ancora di
più dall’istruzione, concentrandosi invece sulla musica. Avendo suonato un paio
di concerti per i suoi amici ed essendo stato colpito dall’amore per lo spettacolo,
Randy non poteva immaginare la sua vita diversamente. “Ho iniziato a fare jam
session intorno ai dodici, tredici anni”, ha ricordato, “e mi son detto: ‘È fatta.
Voglio farlo per davvero’. La prima volta che sono salito su un palco e ho suonato
di fronte a della gente, è stata una sorpresa… hanno iniziato ad applaudire, ero
sconvolto. Dove sono cresciuto, la cosa più fi ga era esibirsi alle feste. Nella mia
zona c’erano molte band e tutte suonavano ai party. Mi piaceva. Non vedevo
l’ora che arrivasse il weekend successivo per esibirmi”.
Nonostante la carenza di motivazione, Randy era bravissimo a scuola: “Era
un ragazzo molto intelligente”, ha detto Kelle ad un intervistatore. “Prendeva
ottimi voti e non doveva nemmeno fare fatica. Era molto intelligente. E la cosa
da sottolineare, qualsiasi cosa scriverai di lui ed indipendentemente da come la
gente si rapportava con lui, è che era davvero gentile. Cavolo, non avresti potuto
incontrare nessuno più buono di lui. Sono sicuro che anche altri la pensano così.
Forse è l’essere umano più gentile che abbia mai conosciuto. Non aveva un solo
nemico – nemmeno uno. Era un ragazzo così educato che non credo abbia mai
potuto off endere nessuno. Ed era così anche da piccolo. Una persona meravigliosa”.
Il percorso musicale di Randy trovò una spinta in Kelly Garni, anche lui
deciso a darsi alla prima arte. Anche se Randy aveva solo tredici anni, o quasi,
quando si sono incontrati, aveva già raggiunto un livello avanzato – e quando
Garni è entrato in contatto con la famiglia Rhoads (traboccante di talento), ha
realizzato d’aver bisogno di fare un passo in avanti e di unirsi a loro. “Quando
l’ho conosciuto stava studiando le parti soliste”, ricorda Garni. “Era già diventato un valido musicista ritmico. Abbiamo iniziato a vederci nelle rispettive case e Capitolo 1: 1956 - 1975 21
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ho incontrato la sua famiglia, dove tutti sapevano suonare degli strumenti – mi
sentivo un po’ escluso, quindi ho detto, ‘Vorrei suonare qualcosa anch’io. Forse
mi potrebbe piacere la tastiera’. ‘No no no’, mi ha risposto lui. ‘Tu non vuoi
questo. Sono strumenti grandi e pesanti da portare in giro e sono costosi. Tu devi
fare il bassista’. E io, ‘Bassista?’. ‘Sì, è come la chitarra solo che ha meno corde’.
Ho pensato dovesse essere abbastanza facile, così mi feci dare un basso’.
Continua: “Da lì, ha cominciato a farmi da maestro. Aveva bisogno di una
base musicale su cui appoggiarsi mentre suonava gli assoli, così mi insegnava
la frase ritmica, che io ripetevo all’infi nito mentre lui ci provava sopra le sue
parti. [...] Crescendo, imparavo osservandolo. Ogni giorno andava a lezione, o
un paio di giorni a settimana. Tornava a casa e diceva, ‘Ehi, ho imparato questo
nuovo lick. Vediamo che pattern ci puoi fare sopra’. Quindi guardavo le sue
dita. Tutti i giorni, per anni, è andata così. Lo facevamo ogni singolo giorno. E
mi sono come de-condizionato al suo modo di suonare. Lo vedevo migliorare
continuamente, a piccoli passi, e stiamo parlando di nove anni. Quando è diventato davvero, ma davvero bravo, io ero ormai abituato a sentirlo. La gente mi
chiede sempre, ‘Com’era stare in una band con un chitarrista così incredibile?’.
E io rispondo ‘Non mi rendevo conto di essere in una band con un chitarrista
incredibile’. Sapevo che era bravo e che piaceva alla gente”.
A questo punto, Randy aveva comprato una seconda chitarra elettrica dal
padre rappresentante: per quanto possa sembrare improbabile, si trattava di
un’Ovation rossa. “Mio padre ha lavorato per Gretsch e Ovation”, ha spiegato
Kelle. “Ne ha data una rossa a Randy, non so il modello, era una ‘hollow body’.
Non l’ha usata per molto tempo”. Anche se il suono dello strumento non sembrava avvicinarsi al lamento morbido e un po’ blues per cui diventerà famoso,
Randy ha amato quella chitarra e ha intensifi cato i propri sforzi.
Kelle ha poi spiegato: “La mia prima band è stata anche la prima di Randy.
Abbiamo formato il gruppo assieme quando lui aveva quattordici anni… Io
suonavo la batteria, Randy la chitarra ritmica… in quel periodo, non pensava
ancora che sarebbe diventato un solista. La band è rimasta in piedi per quattro o
cinque mesi e suonavamo alle feste e agli spettacoli nella scuola di mia mamma”.
Ha aggiunto: “Non riuscivamo a trovare un nome per la band, quindi le abbiamo dato il secondo di mia mamma. Da nubile si chiamava Delores Violet Kell,
abbiamo preso Violet ed è diventato Violet Fox”

... CONTINUA SUL LIBRO... RANDY - Vita e morte di Randy Rhoads

Delores supportava il gruppo dei figli: “All’età di tredici o quattordici anni,
Randy suonava alle feste, ai picnic nel parco e anche al Burbank Mall con la sua
piccola band. Suonava molto. Lo seguivo e l’aiutavo con gli strumenti”. Delores li ha anche fatti esibire nella sua scuola, come ha ricordato Kelle: “La band
somigliava molto a quello che faceva Alice Cooper, davvero… io avevo circa
diciannove anni e Randy quattordici, una cosa così. Organizzavamo concerti alla
Musonia e facevamo anche una cosa particolarmente elaborata con tutte le sedie
che mia mamma teneva per i complessi, piccoli complessi jazz, e per le orchestre.
Le sistemavamo insieme alle poltrone e alle panche che trovavamo ed invitavamo la gente, quello era il pubblico. Era ben più che un paio di persone. Era più
aff ollato di com’è il Whisky [a Go Go] oggi… Ci divertivamo”.
Stranamente, ci sono voci contrastanti sui Violet Fox, dipende da con chi
parli. Kelly Garni è irremovibile sul fatto che la band fosse poco più che il prodotto di un litigio infantile. Spiega: “Parlano dei Violet Fox e di tutte quelle
band, ma onestamente i Violet Fox erano... sono esistiti solo perché io e Randy
abbiamo avuto una discussione tra ragazzini e non ci siamo parlati per un paio
di settimane. In quel periodo ha suonato la chitarra e cantato (con Kelle Rhoads
alla batteria) ad un piccolo concerto alla Musonia, senza bassista. Ecco tutto ciò
che hanno fatto i Violet Fox, ma la gente cerca di trasformarla in chissà quale
grande band originale”.
Tami Forward, a quel tempo una cara amica di Randy, aff erma che lo scopo
principale dei Violet Fox era di cercare di tener lontani da lui i bulli. Come racconta: “I Violet Fox erano il motivo per cui i ragazzi avevano smesso di picchiar 

Price: €20,00
€20,00

TONY IOMMI LIBRO IL MIO VIAGGIO TRA PARADISO & INFERNO BLACK SABBATH AUTOBIOGRAFIA LIBRO

IRON MAN. TONY IOMMI. 

IRON MAN. IL MIO VIAGGIO TRA PARADISO & INFERNO CON I BLACK SABBATH

LIBRO, AUTOBIOGRAFIA IN ITALIANO DEL CHITARRISTA DEI BLACK SABBATH E HEAVEN & HELL.

CASA EDITRICE: ARCANA

Tony Iommi, l'iron man della chitarra, L'operaio del rock, la fabbrica dei riff.

 

IOMMI HA ORIGINI CIOCIARE ! 

"Antony-o" Iommi in questo libro racconta tutta la sua vita, Dai ricordi di quando era bambino, la mamma Maria Valenti nata a Palermo (non a caso il 7 settembre 1971 i BLACK SABBATH suonarono per la prima volta in italia al festival pop di Palermo al parco della favorita), le origini brasiliane della nonna e il nonno Iommi nato nella provincia di Frosinone, gelataio e produttore artigianale di salami, venditore ambulante di frutta e verdura, caldearrosto, i litigi dei suoi genitori con i vicinato, la fisarmonica le prime esperienze musicali, i primi gruppi, l'incontro con Ozzy, tutti i particolari della sua tecnica chitarristica, e le sue vicissitudini fino ai giorni nostri.

Un libro che potrete leggere sotto l'obrellone intrattenendo gli amici, Iommi non è uno scrittore, e il suo linguaggio è semplice, parlato, gli aggettivi che usa per descrivere gli avvenimenti non sono molti. L'unica parola che ci hanno fatto aprire il dizionario è stata: Sussiegoso (atteggiamento superbo), quando Iommi parla degli amici della sua prima moglie.

 

GLI INGREDIANTI DEL DNA PER AVERE UN CHITARRITA HARD ROCK.

50% siciliano, 48% CIOCIARO, 2% Brasiliano (Forse)

Mancino,

la sua chitarra è la cosidetta ''diavoletto'' con le croci intarsiate, 

veste sempre di nero, 

Quando sale sul palco ha sempre una grossa croce al collo, 

Ha i Baffi a manubrio, 

il suo film preferito è ''L'esorcista'' ... 

 

suonare i bending con il mignolo e l'indice, il dito medio e l'anulare negli assolo.

Non riuscendo più a suonare tutte le note dell'accordo ha ''inventato'' quelli che poi si sarebbero chiamati i power chords.

suonare un'accordo e aggiungere la nota tonica con il vibrato per rimpimento.

Quella volta che le presero dagli skin head.

1969: Tour europeo, Ozzy parte senza valigia, i jeans che indossa e una camicia come cambio, e basta.
Ozzy sta aspettando gli altri fuori la porta di casa:    

-Ozzy stiamo partendo per l'europa! - e lui: ''lo sò''
-staremo via un po' di mesi - ''lo sò''

30 agosto 1969 primo concerto con il nuovo nome: Black Sabbath.

Suonano per 6 settimane a San Gallo in Svizzera. 4 concerti al giorno da 40 minuti davanti a 4-5 persone. Pagati con Salciccia e birra, niente soldi: miseria.

 

- La moglie snob.

- LE AVVERSITA'

- GLI SCHERZI

- GLI SCHERZI DA PRETE

 

Di solito non si consiglia a un'amico di scrivere l'autobiografia, ormai la scritta, leggitela.

 

19,50 euro – Collana Biografie – 390 pp. – con inserto fotografico

«Tony prende una chitarra, suona un riff, e pensi: “Questo è il massimo, non si può fare di più”. La volta dopo, ci scommetto un miliardo di dollari, se ne esce con un riff che ti rivolta come un cazzo di calzino» OZZY OSBOURNE

«Tony Iommi è il vero padre dell’heavy metal e uno degli esseri umani più grandi del mondo» BRIAN MAY

«Senza Tony non esisterebbe l’heavy metal» EDDIE VAN HALEN

«È colpa sua se io sono quello che sono» JAMES HETFIELD

Negli ultimi anni di attività dei Beatles, mentre America e Inghilterra erano ancora impantanate nel folk e nel rock psichedelico, emerse un nuovo sound, il sound della classe operaia che aveva radici nel rock duro e nel blues pesante suonati nei pub di periferia. Quel sound, Heavy Metal, sarebbe cresciuto fino a diventare uno dei generi più importanti del rock’n’roll, e i Black Sabbath furono gli artefici della sua diffusione mondiale. È impossibile sottostimare l’impatto che ebbero i Black Sabbath e il loro motore principale: il chitarrista, autore e leader Tony Iommi. Iron Man racconta la storia del gruppo che «Rolling Stone» ha definito “I Beatles dell’Heavy Metal” e svela i segreti dell’uomo che sta dietro l’icona rock. Tony non risparmia i dettagli della sua concitata infanzia, dei matrimoni falliti, delle tragedie personali, dei compagni di band, della figlia ritrovata, con tutti gli alti e bassi della vita di un artista. Qualsiasi avventura sia associata all’hard rock, i Black Sabbath la vissero per primi: le droghe, la dissolutezza, l’alcol, le critiche, i contratti, le conquiste, i ritorni, i cantanti, i manager, la musica, la follia, il metal.

Fondatore dei Black Sabbath. Tra i chitarristi più influenti di sempre, il suo stile e i suoi riff hanno definito i canoni base dell’heavy metal. Vive a Birmingham, in Inghilterra.

 

Indice

Introduzione. Il sound dell'heavy metal

l. La nascita di un Lupetto
2. Sono italiani
3. Il negozio di Park Lane
4. La scuola dei cazottoni
5. Dagli Shadows alle luci della ribalta
6. Perché non mi date semplicemente il dito?
7. Una carriera appesa a una corda ultra-sottile
8. Cincontro con Bill Ward e i Rest
9. Saltando da un lavoro all'altro e poi nel vuoto
lO. Come tre angeli hanno salvato l'heavy metal
Il. La faccenda si sposta terribilmente da sud verso nord
12. Ritorno sulla terra
13. Un flirt con i Tull in un Rock'n'Roll Circus
14. Gli uccelli del mattino colgono le prime canzoni
15. Da Earth a Black Sabbath
16. I Black Sabbath incidono BLACK SABBATH
17. Con un nuovo manager
18. Diventando paranoici
19. Sabbath, Zeppelin e Purple
20. È tutta qui l'America?
21. Buon compleanno stregoni
22. Le sorprese di Ozzy
23. Il mistero di un assassinio agli antipodi
24. Pesce volante
25. Numero 3, MASTER OF REALITY
26. No, davvero, è troppo ...
27. Bianche strisce e abiti bianchi
28. Air Elvis
29. Accecati dalla neve
30. Qui è il vostro capitano che vi spaventa a morte ...
31. Un matrimonio piuttosto in ... bianco
32. Nella grande casa
33. Uno contro la natura
34. Il pozzo si sta prosciugando
35. SABBATH BLOODY SABBATH
36. California Jam
37. Dove sono andati a finire tutti i soldi?
38. Un sabotaggio completo
39. Un energumeno al bar
40. lo in ECSTASY
41. ECSTASY in tournée
42. Noi teniamo duro
43. Ozzy se ne va
44. La setta scozzese di Susan
45. Dio vuole ma Don no
46. Bill si mette nei guai
47. Paradiso & Inferno
48. Accensione
49. Vinny dice Aloha
50. Black and Blue
51. Melinda
52. Amici per sempre
53. MOB RULES
54. La banda gira
55. Un mostro nel mix
56. Rinascita a The Manor
57. Questione di misure
58. L'ultimo rimasto
59. Il misterioso caso degli inquilini del piano nobile
60. Lovely Lita
61. Di nuovo insieme, per un giorno
62. Brilla, brilla Settima Stella
63. Glenn crolla, ma c'è un raggio di speranza
64. La ricerca dell'idolo eterno
65. L'agente delle tasse
66. Senza testa ma felice
67. Oh no, basta col caviale!
68. TYR e stanchezza
69. Di nuovo Paradiso & Inferno
70. Immobilizzato e ammanettato
71. In armonia con i fraintendimenti
72. Quello che avrebbe dovuto essere proibito
73. In volo da solista con Glenn Hughes
74. Vivere insieme separati
75. L'amore della mia vita
76. Reunion
77. L'incidente di Cozy
78. Bill, Vinny, e Bill e Vinny
79. Ruttando dopo un salsicciotto arrosto
80. IOMMI, l'album
81. Un'udienza con la Regina
82. Tanto di cappello a Rob Halford
83. Fuso di nuovo con Glenn
84. L'entrata nelle Hall ofFame
85. È per la pace
86. Heaven And Hell, tour e band
87. THE DEVIL YOU KNOW
88. Addio a un caro amico
89. Non sono un braccio destro
90 . Un bel posto

Ringraziamenti

 

Price: €19,95
€19,95

Osbourne ozzy PAROLA DI OZZY Harry Shaw interviste-Black Sabbath-Randy Rhoads-zakk wylde-reunion

 

Osbourne ozzy, PAROLA DI OZZY. Di Harry Shaw

 

Nell'estate del 1980, Vinnie Appice sostituì Bill Ward alla batteria. Ozzy parlando di questa nuova line-up dei Black Sabbath la definì : "GEEZER E I TRE ITALIANI" ( Iommi, Padovana, Appice)

 

Il Libro non contiene pagine di musica.

 

Il suo nome è John Michael Osbourne,  ma il mondo lo conosce come Ozzy.

I primi quarant’anni di carriera di uno dei personaggi più controversi della storia del rock vengono qui raccontati attraverso le sue stesse parole, in una galleria imperdibile di aforismi e pensieri spesso più che irriverenti.

Harry Shaw ha selezionato le migliori  dichiarazioni mai rilasciate dal madman, ripercorrendone la vita e la storia attraverso gli anni con i Black Sabbath, la sua carriera solista, l’abuso di alcool e droghe, per arrivare all’incredibile successo televisivo ottenuto con il reality The Osbournes.

 

Il bello di essere Ozzy è che non importa con chi salirò sul palco, l’importante è che ci salga io.

Se ho imparato qualcosa stando in prigione? Si, ho imparato a non tornarci.

Io vivevo ad Aston e mio padre stava morendo per colpa del fottuto inquinamento industriale. Ma sai quanto cazzo me ne fregava dei fiori di merda e di tutte le stronzate degli hippy?

I Sabbath sono musica aggressiva per gente incazzata.

Eravamo noi a prendere le decisioni, e se ai produttori la cosa non andava bene, allora li massacravamo di botte.

Pensavo fosse un giocattolo di plastica, quindi l’ho preso in mano e gli ho staccato la testa con un morso. Poi ho pensato ‘Porca troia! Batteva le ali…'

Il ricordo più bello che ho di Randy Rhoads è semplicemente lui stesso. Era un talento incredibile.

Ho un chihuahua, un volpino di Pomerania, uno spaniel giapponese, un bulldog inglese, un altro chihuahua, un altro spaniel giapponese, un pastore tedesco, un boxer e un bullmastiff... e hanno tutti lo stesso sapore.

Ai tempi della scuola non potevo nemmeno vederlo. Non lo sopportavo per niente, e ogni volta che lo incontravo lo riempivo di botte. - Tony Iommi

132 pagine + 8 pagine a colori - 16x23 - ISBN 978-88-96131-11-4 - 15 Euro

 

Osbourne vi racconterà con grande sincerità che durante i tour, prima di salire i gradini del palco, gli vengono fatte 2 punturone mensili di cortisone. 
Che il suo psicoterapeuta gli ha prescritto di prendere il Prozac, un antidepressivo a base di steroidi, per l'ansia che si sentiva tutte le mattine.
che una birra è troppo e 10 sono poche.
Che Sharon prima era fidanzata con Tony Iommi, e poi con Randy.
Che fu cacciato dai Black Sabbath, perché non lo sopportavano più, e questa fu la sua fortuna.
Solo dichiarazioni, frasi, pensieri, e racconti di Ozzy.

INDICE

INTRODUZiONE .
IL FOLLE DELLE MIDLANDS - Gli anni formativi di John Osbourne a Birmingham .
INFLUENZE MUSICALI - Come il rock'n'roll ha ammansito la belva feroce .
SABBATH LIVES! - Le origini di un supergruppo .
SABBATH: LA MUSICA - Ozzy e il periodo d'oro dei Black Sabbath .
I SABBATH E OZZy - Critica e autocritica .
FUORI DALL'OSCURITÀ - Le strade si dividono .
VOLARE IN SOLITARIA - Gli anni della carriera solista, dal 1981 in avanti .
OZZy: LA MUSICA - Ozzy e la produzione musicale post-Sabbath .
SUICIDIO E CENSURA - Ozzy, l'America e i moralisti .
ISTINTO ANIMALE - Pipistrelli, colombe e l'Alamo '
PECCATI CAPITALI - Le sue dipendenze e come le ha vinte '
OZZy A CASA SUA - Un padre di famiglia con moglie e figli .
IN CASA E IN TRASFERTA - Ozzy in giro per il mondo :
I SABBATH DICONO LA LORO! - Cosa pensano di Ozzy gli altri membri del gruppo '
NON V'È PACE PER GLI EMPI- La sua eterna ossessione per il rock'n'roll '
I FAN E LE GROUPIE -II rapporto di Ozzy con i suoi sostenitori 
I FIGLI DEL SABBA - Cosa pensa Ozzy di chi si è ispirato a lui 
QUELLA VECCHIA MAGIA NERA - Le varie reunion con i Black Sabbath 
INVECCHIANDO IGNOBILMENTE -In lotta con lo scorrere del tempo 
CASA OSBOURNE - Lo show televisivo 
L'ULTIMA PAROLA - Cosa ha in serbo il futuro? 
 

Price: €14,99
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BACH JOHANN SEBASTIAN NEW TRASCRIPTIONS FOR GUITAR PHILIP HII CD TOCCATA E FUGA BWV565

BACH, NEW TRASCRIPTIONS FOR GUITAR. P. Hii. Prepotenti trascrizioni per chitarra della musica di Bach; compresa la Toccata e fuga in re minore (vedi il libro 1042 Acoustic Guitar Artist Songbook Vol.1). SOLO CD.

CONTENTS

1 Chromatic Fantasy and Fugue, BWV 903 - 1) Chromatic Fantasy
2 Chromatic Fantasy and Fugue, BWV 903 - 2) Fugue
3 Nun Komm'der Heiden Heiland, BWV 659
4 Sonata in E Minor, BWV 1023 - 1) Adagio ma non Tanto
5 Sonata in E Minor, BWV 1023 - 2) Allemande
6 Sonata in E Minor, BWV 1023 - 3) Gigue
7 Prelude, Fugue & Allegro, BWV 998 - 1) Prelude
8 Prelude, Fugue & Allegro, BWV 998 - 2) Fugue
9 Prelude, Fugue & Allegro, BWV 998 - 3) Allegro
10 Ich Ruf' zu Dir, Herr Jesu Christ, BWV 639
11 Toccata and Fugue, BWV 565 - 1) Toccata
12 Toccata and Fugue, BWV 565 - 2) Fugue 

Price: €32,99
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BLACKMORE RITCHIE-GUITARIST GENIUS-CHITARRA-DEEP PURPLE-RAINBOW LIBRO-LAZY-SMOKE ON THE WATER

BLACKMORE RITCHIE, THE GUITARIST OF GENIUS. Biografia.

Price: €50,00
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1000 GREAT GUITARISTS LIBRO CD RY COODER-SEGOVIA-STEVE VAI-JIM HALL-DICK GAUGHAN-BENSON

1000 GREAT GUITARIST. Biografie, strumentazione, discografia, critica, notizie, fotografie a colori di mille guitar hero. Nel CD: Julian Bream, Jim Hall, George Benson, Martin Carthy, B.B. King, Buddy Guy, Ry Cooder, Steve Vai, e altri, non contine pagine di musica. CD

Price: €34,99
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THE STEVE HOWE GUITAR COLLECTION LIBRO YES STRUMENTI MUSICALI CHITARRA GUITAR LIUTO SITAR MIDI

BOOK NOT AVAILABE, OUT OF PRINT

 

THE STEVE HOWE GUITAR COLLECTION. Edizione con illustrazioni a colori, sulla collezione di strumenti a corda, e sull'utilizzo durante la carriera del musicista degli YES. Chitarre antiche, moderne, lire, liuti, sitar, digitali, ecc. .

Publisher's Note
Throughout his consistently successful career, rock guitarist Steve Howe has built up a collection of guitars which is unparalleled in diversity and richness. For the first time, this book offers a private view of Steve's fabulous collection, showing 125 instruments ranging from antique lyre guitars to modern solidbody electrics. During the 1970s Steve Howe was guitarist in Yes, the most successful and adventurous of all progressive rock groups. In 1981 Steve formed Asia, since when he has worked as a member of GTR (1986), Anderson Bruford Wakeman Howe (1989), and in the reunited Yes of 1991. He has also made four solo albums, was instrumental in the production of the Symphonic Music of Yes album (1993), and has appeared as a guest guitarist on recordings by Queen, Lou Reed, and many others. Every instrument in The Steve Howe Guitar Collection is shown in superb full color photography, some at nearly two-thirds actual size on special fold-out pages. The work of 40 instrument makers is represented, including celebrated companies like Gibson, Fender and Martin alongside less familiar names such as Panormo, Sho-Bud and Levin, dating from the 1780s to the 1990s. As well as the standard guitars, the collection includes a host of related instruments such as banjos, bass guitars, guitar-synths, lutes, tenor guitars, mandolins, pedal steel guitars, sitars and harp guitars. Steve's engaging commentary details the circumstances in which he acquired each of the instruments in his collection. He pinpoints exactly how the guitars have been used during 30 years of recordings and tours, from his first pop group The Syndicats (1963) to his latest solo album The Grand Scheme of Things (1993). The SteveHowe Guitar Collection is a unique combination of guitar history, musical memorabilia and beautiful photography. It brings alive the most fascinating and wide-ranging individual collection in instruments ever seen together in one book, and documents the continuing career of one of rock's finest guitarists. 88 pages.

Price: €59,99
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BEATLES, ANTHOLOGY. 5 DVD

BEATLES, ANTHOLOGY. 11 ore, sottotitoli in italiano. 5 DVD

“ You couldn't get a cup of sugar, never mind a rock'n'roll record.”

George Harrison

July '40 to March '63

The BEATLES ANTHOLOGY

This is the scarcely credible beginning of the Great Adventure, going back, back, back into a gteat war in a grey time rhar seems ro belong ro orher beings in orher worlds. Britain under Hitler's bombs, boys nor yer Beatles struggling for a pIace in rhe suno Wonderful archive of yesrerday's enemy seaporrs now united by primi rive, derivarive rock'n'roll - Hamburg and Liverpool, full of young men scuffling for posirion and rank, nobody with advantage excepr for real gifts and rhose the Beatles had aplenty: wit, music, energy, looks, personality. The good Lord sent them a manager, Brian Epstein, and a producer, George Martin, and so we see how John Lennon, Paul McCartney, George Harrison and Ringo Starr influenced by the power of American r'n'r and r & b - there is archive of this in abundance - used their cheek and confidence and talent to get their first Number One in Britain: Please, Please Me. Wallow in these black and white beginnings - see how the forties became the fifties became the sixties and discover how becoming the Beatles became. These were good days. The earth is moving fast beneath their speeding boots. Millions of saloon bar prophets who couldn't tell rhem apart had to 'hand it to them': "They've got something! From Liverpool, I hear - of al/ places." From Liverpool uber al/es! They leave their Cavern Club in this episode and within months they take the ascendancy in rhe British pop world, and starr to live the life of Riley in London. They play rhe Palladium, the Royal Albert Hall, The Royal Variety Show, sing Moonlight Bay with Morecambe and Wise, give a spare hit to the Rolling Stones, play hundreds of concerts in Britain, nip over to Sweden, invent Beatlemania, record I Want To Hold Your Hand (their 4th British number one in a year) and, as if in a dream – while they're conquering Paris - the record goes to Number One in America rhree weeks before the Ed SuJlivan Show in New York. If there had been no Beatles, no-one would have had the imagination to invent such a story. Priceless footage in this episode, never seen before.

 

“George and I shared an apartment in Green Street, Park Lane... Wow! £45 a week. A fortune. “

Ringo Starr

March '63 to February '64

The BEATLES ANTHOLOGY

The earth is moving fast beneath their speeding boots. Millions of saloon bar prophets who couldn't tell rhem apart had to 'hand it to them': "They've got something! From Liverpool, I hear - of al/ places." From Liverpool uber al/es! They leave their Cavern Club in this episode and within months they take the ascendancy in rhe British pop world, and starr to live the life of Riley in London. They play rhe Palladium, the Royal Albert Hall, The Royal Variety Show, sing Moonlight Bay with Morecambe and Wise, give a spare hit to the Rolling Stones, play hundreds of concerts in Britain, nip over to Sweden, invent Beatlemania, record I Want To Hold Your Hand (their 4th British number one in a year) and, as if in a dream – while they're conquering Paris - the record goes to Number One in America rhree weeks before the Ed SuJlivan Show in New York. If there had been no Beatles, no-one would have had the imagination to invent such a story. Priceless footage in this episode, never seen before.

 

EPISODE 1

1. LIVERPOOL: THE CHILDHOOD YEARS

2. DISCOVERING ROCK & ROLL

3. JOHN, PAUL & GEORGE - THE BEGINNING OF THE BEATlES

4. FIRSTRECORDINGS 1958 - 1960

5. STUART SUTCLIFFE

6. EARLY TOURS

7. PETE BEST

8. HAMBURG

9. GROWING PAINS

10. STUART SUTCLIFFE LEAVES

11. THE CAVERN

12. DECCA SESSIONS

13. GEORGE MARTIN

14. RINGO ARRIVES

15. "LOVE ME DO"

16. "PLEASE PLEASE ME" - "WE'RE NO. I"

 

EPISODE 2

1. RACING UP THE LADDER

2. TOURING BRITAIN - 1963

3. LONDON - 1963

4. EARLYTELEVISION APPEARANCES

5. VOICE CLIPS FROM ABBEY ROAD STUDIOS

6. REFlECTIONS ON SUDDEN FAME

7. BEATLEMANIA

8. ROYAL VARIETY PERFORMANCE

9. SECOND ALBUM: "WITH THE BEATLES"

1O. OLYMPIA THEATRE, PARIS- 1964

11. "I WANT TO HOLD YOUR HAND" REACHES NO.1 IN THE US .

 

“Miami! That was just like paradise because we'd never been anywhere with palm trees.”
Paul McCartney

February '64 to July '64
ANTHOLOGY

This was still a time of wonderment on both sides of the
equation. The world couldn't believe this magnificent fourheaded
creation could continue to be so delightfully
entertaining and impudent and the creature couldn't believe
the world could be so nice. Wherever they went now, first
America, then Europe, the Far East and Australasia, and back
to Liverpool for the special 'local' premiere of A Hard Day's
Night, they brought Beatlemania with them. They couldn't
help it; it was a form of real love. George would say many years
later that the world used them as an excuse to go mad and then
blamed it on the Beatles, but there is a parallel theory that it
was time for the world to go that sort of mad - get down a bit,
loosen up, and, like Uncle John in Long Tall Sally, have some
fun tonight. The crowd scenes in this segment are awesome
and, in retrospect awful. How did no-one get killed? The
bloom of success was still fresh in the story herein.

 

“She [The Queen] seemed pleasant enough, you know; made us relax.
John Lennon

August '64 to August '65
ANTHOLOGY

This was still a time of wonderment on both sides of the
equation. The world couldn't believe this magnificent fourheaded
creation could continue to be so delightfully
entertaining and impudent and the creature couldn't believe
the world could be so nice. Wherever they went now, first
America, then Europe, the Far East and Australasia, and back
to Liverpool for the special 'local' premiere of A Hard Day's
Night, they brought Beatlemania with them. They couldn't
help it; it was a form of real love. George would say many years
later that the world used them as an excuse to go mad and then
blamed it on the Beatles, but there is a parallel theory that it
was time for the world to go that sort of mad - get down a bit,
loosen up, and, like Uncle John in Long Tall Sally, have some
fun tonight. The crowd scenes in this segment are awesome
and, in retrospect awful. How did no-one get killed? The
bloom of success was still fresh in the story herein.
Success, well earned, in the struggles for recognition, is now
assumed as a natural state. All the records are number one,
both singles and albums and educated America is now in thrall
to them. The Beatles sweep through the great US cities,
drawing tens of thousands to airports for the merest glimpse.
They play for no more than half an hour per concert. A Hard
Day's Night has guaranteed them star status in the cinema and
they laughed their way through Help! in Technicolor. Paul
dreams that he has written Yesterday - and has. They are the
first group to play a baseball stadium, Shea in New York,
breaking records for crowd fever, numbers and good cheer. Oh,
and they go to Buckingham Palace to receive medals from the
Queen and, by now, more or less accept it as their due. They
are, however, as happy and polite as can be. Life is now almost
all fun, albeit with a strand of stress now slicing through it.

ANTHOLOGY 3&4

EPISODE 3
1. ARRIVALIN THE U.S. - FEBRUARY 1964
2. FIRST APPEARANCE ON THE ED SUUlVAN SHOW
3. THE COLISEUM CONCERT - WASHINGTON, D.C.
4. RECEPTION AT THE BRITISHEMBASSY
S. MIAMI BEACH
6. SECOND APPEARANCE ON THE ED SULLIVAN SHOW
7. RETURNTO ENGLAND
8. "THEY'RE GOING TO PUT US IN THE MOVIES!"
9. FILMING "A HARD DAY'S NIGHT"
10. "IN HIS OWN WRITE"
11. WORLD TOUR 1964
12. WORLD PREMIEREOF "A HARD DAY'S NIGHT"
13. LIVERPOOLHOMECOMING

EPISODE 4
1. FIRST MAJOR U.S TOUR - SUMMER, 1964
2. MEETING BOB DYLAN
3. THE PRESSURESOF TOURING
4. FEEDBACK - "I FEELFINE"
S. RECORDING "BEATlES FOR SALE"
6. FIlMING "HELP!"
7. "YESTERDAY"
8. NME POLL WINNERS' CONCERT - APRIL 1 1, 1965
9. GEORGE TALKS ABOUT HIS SONGS
10. "TICKET TO RIDE"
11. THE BEATlES RECEIVE THE MBE FROM THE QUEEN 

 

 

August '65 to July '66
ANTHOLOGY

"We were all expanding in all areas in our life; opening up to a lot of different attitudes"
Ringo Starr

There is a real joy within this video ... yet now and again we
hear the bell of a cash register ringing up some early charges in
the price of fame. Within lie 'miles' of archive of performance
and off-duty fun, either unseen or forgotten and certainly never
before assembled in such a feast of words, music, sights and
sounds. This is substantially the autumn and winter of 1965
and the continuation of their rule as Lords of the Earth into
1966, absorbing Rubber Soul and Revolver. They meet Elvis
and hang out with him. The four are never more musical,
confident, fluent or assured than in this episode, which is my
favourite because everything has come together in full colour,
with the keys to all kingdoms theirs for the asking. Hints of a
bad day in Manila bring us up short and ir seems thar things
are about to change ... Exciting? Or ominous? Maybe both.

 

 

July '66 to June '67

ANTHOLOGY
"should have said television is more popular than Jesus; then I might have got away with it."
John lennon

The glory of this story is that if you don't know it, the surprises
are rruly astonishing and if you do, the delight is in the detail
and this episode contains so many astonishing advances and
reverses, setbacks and recoveries and in such quick-time that in
fiction many of them would have been edited out. Our heroes
'snub' Mrs Marcos of Manila and a narion's fury turns on them
after three years of world-at-their-feet. Then it is thought John
suggested in an interview that they are more important than
Jesus. He explains himself, but too late to prevent Third Reichstyle
public burnings of their work. They live this down but
retire from touring and go into the studio which brings an
amazed world the mighty whirligig of Sgt Pepper, Penny Lane
and Strawberry Fields here on the screen in surreal and
glorious colour. They sing Baby You're a Rich Man, and they
all are, but they don't buy an island in Greece. That is about
the only crazy thing that doesn't happen in this episode.


5&6
EPISODE 5
1. SHEA STADIUM CONCERT - AUGUST 15, 1965
2. MEETING ELVIS PRESLEY
3. MORE TOUR PRESSURE
4. NEW MUSICAL DIRECTIONS· "RUBBER SOUL" AND "REVOLVER"
5. "YELLOW SUBMARINE"
6. "TOMORROW NEVER KNOWS"
7. TECHNICAL LIMITATIONS IN THE STUDIO
8. LSD
9. "DAY TRIPPER"
10. "WE CAN WORK IT OUT"
11. TAPED TV PROMOTIONAL FILMS
12. "PAPERBACK WRITER"
13. "RAIN"
14. WORLD TOUR 1966

EPISODE 6
1. TROUBLE IN THE PHILIPPINES
2. "ELEANOR RIGBY"
3. TOURING TAKES ITS TOLL
4. THE LASTCONCERT - SAN FRANCISCO, AUGUST 19, 1966
5. INDIVIDUAL DIRECTIONS
6. THE MAKING OF "STRAWBERRY FiElDS FOREVER"
7. "PENNY LANE"
8. "SGT. PEPPER'S"
9. "A DAY IN THE LIFE"
1O. REACTION TO "SGT. PEPPER'S"
11. DRUGS REFLECT THE TIMES
12. "BABY YOU'RE A RICH MAN"
 

"We got backstage to see Maharishi and I said to him: 'I Got any mantras?” 
George Harrison

June '67 to July '68
ANTHOLOGY ANTHOLOGY

It is the summer of Love, and those whom Timothy Leary
has called the "avatars" sing All You Need is Love on black
and white television on the first world satellite television
programme. It is here in full colour and precedes the
disillusionment of George with Haight Ashbury (San Francisco's
hippieville), and the slamming of another door with the death
of Brian Epstein, who was rarely alone but often lonely. The
same weekend, as all who know the story know, the four are
with Maharishi Mahesh YOgl who is initiating them in
Transcendental Meditation. Magical Mystery Tour takes their
mind off things and becomes a great TV vehicle for more
wonderful songs even if critics don't like it. Apple Corps, their
new company, is formed to "mix business with pleasure".
Those Were the Days, sings Mary Hopkin, and they were -
those days.

 

"I'm really glad that most of our songs were about love, peace and understanding."
Paul McCartney

July '68 to The End

All things must pass, as the man said and in this final episode,
things are passing strange and fairly fast. The music holds our
till the end (as good as gold, as good as ever. .. better even,
some might say, bearing in mind the quality of Abbey Road,
which ends this stunning story) and the Beatles, having worked
through the White album, Let It Be, Hey Jude and Rellolution,
two weddings, two busts and the rooftop concert equal Gilbert
and Sullivan in the level of acrimony and the heightened
quality of the work that was done through it and despite it all.
The Beatles have survived their success and survived their era
to remain modern, timeless and supreme against all comers.
Paul, George and Ringo can still sit around a table and relive
the twentieth century's greatest romance. This final tape
evades nothing and reveals the rents and splits that ended their
60's life together but it cannot avoid encouraging all of us to
believe in magic. For magic it is, and magic it always was:
alchemy in accessible, human form. As [ said, eight wondrous
tapes ago, it is scarcely credible. Yet here have been ten hours
of unchallengeable evidence.

ANTHOLOGY 7&8

EPISODE 7
1. SATELLITEBROADCAST OF "ALL YOU NEED IS LOVE"
2. MEETING THE MAHARISHI
3. BRIAN EPSTEIN'S DEATH
4. "MAGICAL MYSTERY TOUR"
5. "I AM THE WALRUS"
6. "HELLO GOODBYE"
7. THE APPLE BOUTIQUE
8. RISHIKESH, INDIA
9. APPLERECORDS
10. "LADY MADONNA"
11. "YELLOW SUBMARINE"
12. JOHN MEETS YOKO ONO

EPISODE 8
1. THE "WHITE" ALBUM
2. "REVOLUTION"
3. THE APPLE BOUTIQUE ClOSES
4. "HEY JUDE"
5. RECORDING AT TWICKENHAM STUDIOS
6. BILLYPRESTON SITS IN
7. "THE LONG AND WINDING ROAD"
8. THE ROOFTOP CONCERT JANUARY 30, 1969
9. "LET IT BE"
10. PAULMARRIES LINDA, JOHN MARRIES YOKO
11. "THE BALLAD OF JOHN AND YOKO"
12. COMMENTS ON THE BREAK-UP OF THE BAND
13. "ABBEY ROAD"
14. "FREE AS A BIRD"
 

ANTHOLOGY SPECIAL FEATURES

RECOLLECTIONS • JUNE 1994
Paul, George and Ringo spend a happy summer's day togetherj
singing, playing and warmly remembering early days of room
shoring, haircuts, Beatleboots, first cars and meeting Elvis. Songs
they perform are Baby Whot You Wont Me To Do, Raunchy, Thinking
Of Linkin9, Blue Moon Of Kentucky and Ain't She Sweet.

COMPILING THE ANTHOLOGY ALBUMS
Paul, George, Ringo and George Martin detail the process of how
they chose the tracks for Volumes 1, 2 and 3 - and George Martin
ploys bock the lope of the seminal first-take of A Day In The life.

BACK AT ABBEY ROAD· MAY 1995
Returning to Studio 2, Paul, George, Ringo and George Martin
reflect on recording Golden Slumbers, J'm Only Sleeping and
Tomorrow Never Knows at Abbey Road studios in the Sixties and
some of the inventive techniques used in creating these recordings.

RECORDING "FREE AS A BIRD" AND "REAL LOVE"
Paul, George, Ringo and Jeff Lynne reveal how they were able
to produce the two new Beatles tracks from John's original demos
provided by Yoko. This section includes intimate footoge filmed
in the studio during the recording of the tracks.

PRODUCTION TEAM
Neil Aspinall, Derek Taylor, Geoff Wonfor, Chips Chipperfield and
other key members of the Anthology production team explain the
process of how The Beatles Anthology series was created.

MAKING THE "FREE AS A BIRD" VIDEO
An intriguing insight into how the Grammy award winning video
for Free as a Bird was made. Director Joe Pytka explains how he
and Apple developed the concept and discusses the innovative
techniques that were used in the production.

"REAL LOVE" VIDEO
The video that was nat featured in the series, now remixed
in 5.1 Surround Sound.

  • Ean: 0724349296992
  • Supporto: Dvd
  • Numero dischi: 5
  • Produttore: Emi Music
  • Genere: Musica
  • Data uscita: 28/03/2003
  • Attori: The Beatles
  • Contenuti extra: scene inedite in lingua originale, dietro le quinte (making of)
  • Colori: Colori
  • Anno di produzione: 1996
  • Area: Area 2 (Europa/Giappone)
  • Durata: 720'
  • Sottotitoli: Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo
  • Formato Audio: Dolby Digital 5.1, DTS 5.1, PCM
  • Sistema: PAL
Price: €82,99
€82,99

JUDAS PRIEST BRITISH STEEL The Making Of BIG ALBUM DVD ITALIANO BIOGRAFIA CHITARRA

JUDAS PRIEST, BRITISH STEEL, Classic album. Sottotitoli in italiano. DVD

Had Judas Priest released just this one album, it would still go down in history. Full-blown metallic sound, awesome solos, great lyrics, and god-like vocals: this album has it all. Released in 1980, BRITISH STEEL opened the era of British Metal as we know it (and American metal consequently).

Judas Priest was one of the most influential heavy metal bands of the 70's. Hammering out of Birmingham, the core band comprised Rob Halford, Glenn Tipton, KK Downing and Ian Hill. Decked out in leather and chains, the band fused screaming vocals with fast riffs, as well as adding a vicious twin lead guitar attack; in so doing, they set the pace for much popular heavy metal from 1975 until 1985, as well as laying the groundwork for the speed and death metal of the 80's.

BRITISH STEEL made them a world-famous band. It climbed high in the UK charts, and three tracks were made into singles, all of which became promotional videos. "Breaking The Law", "Living After Midnight" and "United" received wide radio play, which continues to this day. Priest's performance at the first ever Donnington "Monsters of Rock" Festival cemented their position as the Metal Gods.

The welding of British Steel is told in this exclusive programme in the band's own words, and their once long-term produceer Tom Allom. Featuring archive footage, interviews and rare live performances, plus all of British Steel's finest songs, including "Living After Midnight", "Breaking The Law", "Metal Gods", "The Rage", "United" and "Grinder", this is a compelling, witty and exhilerating look at the making of one of heavy metal's most artful creations, a true Classic Album.

Released 2001
Running Time: 110 Mins
DOLBY DIGITAL Stereo

Price: €24,99
€24,99

LEGENDS OF COUNTRY BLUES GUITAR 1 DVD CHITARRA SON HOUSE-MANCE LIPSCOMB-MISSISSIPPI JOHN HURT

LEGENDS OF COUNTRY BLUES GUITAR, 1. DVD

As a genre, blues music was developed at the beginning of the twentieth century by rural black musicians. The music they played was alien to formula, possessing such skill and robustness as to be captivating, but few were widely known. The blues revival of the early 1960's brought many of the survivors to the forefront of traditional music. The technique of a Rev. Davis, the power of a Son House, the charm of a Mississippi John Hurt suddenly leaps into sight, becoming more tangible, more awesome and more human. The rare footage presented in this DVD is a treasure beyond imagining, drawn from a myriad of sources, depicting some of the greatest blues musicians who ever lived: Big Bill Broonzy, Mississippi John Hurt, Son House, Mance Lipscomb, Rev. Gary Davis, Robert Peter Williams, Josh White, and Brownie McGhee. 88 minutes. A free booklet of biographical material, rare photographs, and details on the tunes may be downloaded from guitarvideos.com to accompany this video. 88 MINUTES.

Song Title: Composer/Source:
Angel Child performed by Mance Lipscomb
Blues in E performed by Big Bill Broonzy
Blues Like Showers of Rain from John Jeremy's Film
Cairo Blues performed by Henry Townsend
Children of Zion performed by Reverend Gary Davis
Death Don't Have No Mercy performed by Rev. Gary Davis
Death Letter Blues performed by Son House
Don't Kid Me performed by Brownie McGee
Hey, Hey performed by Big Bill Broonzy
How You Want It Done performed by Big Bill Broonzy
I Had a Woman in Hughes performed by Son House
Jelly Jelly performed by Josh White
John Henry performed by Big Bill Broonzy
Mamie performed by Robert Pete Williams
Silver City performed by Mance Lipscomb
Spike Driver performed by Mississippi John Hurt
Worried Man Blues performed by Big Bill Broonzy
You're Going to Walk That Lonesome Valley Blues performed by Mississippi John Hurt

As a genre, blues music was developed at the beginning of the twentieth century by rural black musicians. The music they played was alien to formula, possessing such skill and robustness as to be captivating, but few were
widely known. The blues revival of the early 1960's brought many of the survivors to the forefront of traditional music. The technique of a Rev. Davis, the power of a Son House, the charm of a Mississippi John Hurt suddenly leaps into sight, becoming more tangible, more awesome and more human. The rare footage presented in this DVD is a treasure beyond imagining, drawn from a myriad of sources, depicting some of the greatest blues musicians who ever lived: Big Bill Broonzy, Mississippi John Hurt, Son House, Mance Lipscomb, Rev. Gary Davis, Robert Peter Williams, Josh White, and Brownie McGhee. 88 minutes.

Price: €33,99
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Syndicate content