LIBRO

Bach Johann Sebastian Nun Komm' Der Heiden Heiland BWV 659 LIBRO guitar Philip Hii trascrizione CHITARRA

Nun Komm' Der Heiden Heiland, BWV 659

LIBRO DI MUSICA, SPARTITI PER CHITARRA.

Trascrizione del fenomeno virtuoristico della Malesia !!

Nun Komm' der Heiden Heiland

guitar

editor: Hii, Philip

composer: Bach, Johann Sebastian

pagine: 5

Prezzo: €9,99
€9,99

JOBIM Antonio Carlos Jazz Classics for Classical Guitar SPARTITO DESAFINADO The Girl From Ipanema-Corcovado

Jazz Classics for Classical Guitar

LIBRO PER CHITARRA.

composer: Antonio Carlos Jobim
arranger: Thomas G. Wagner - Rolf Toennes

Instrumentation: guitar

Difficulty: intermediate to advanced
Series: Jazz Classics for Classical Guitar
18 Pages - Saddle stitching
ISMN: 979-0-001-08368-3
ISBN: 978-3-7957-5055-8
 

Content

Preface
Corcovado (Quiet Nights)
Desafinado
How Insensitive
One Note Samba
The Girl From Ipanema
Antonio Carlos Jobim
Notes
Recommended Recordings 

Prezzo: €19,99
€19,99

CANNIBAL CORPSE BEST OF GUITAR TABLATURE EDITION LIBRO CHITARRA ADVISORY: EXPLICIT LYRICS

CANNIBAL CORPSE, BEST OF. TABLATURE

LIBRO DI MUSICA PER CHITARRA CON TABLATURE.

Best of Cannibal Corpse
Series: Guitar
Format: Softcover - TAB
Artist: Cannibal Corpse

The Buffalo, NY-based band best known for its shockingly violent death metal has gained a cult following in its decade-plus career. Our folio transcribes 13 fan favorites: Devoured by Vermin - Frantic Disembowelment - I Will Kill You - Make Them Suffer - Pit of Zombies - Staring Through the Eyes of the Dead - Vomit the Soul - The Wretched Spawn - and more. PARENTAL ADVISORY: EXPLICIT LYRICS

Inventory #HL 00691026
ISBN: 9781423475279
UPC: 884088482954
Width: 9.0"
Length: 12.0"
128 pages

 

Song List:

Devoured By Vermin
Evisceration Plague
Frantic Disembowelment
Hammer Smashed Face
I Will Kill You
Make Them Suffer
Pit Of Zombies
Priests Of Sodom
A Skull Full Of Maggots
Staring Through The Eyes Of The Dead
Unleashing The Bloodthirsty
Vomit The Soul
The Wretched Spawn

Prezzo: €24,99
€24,99

Randy Vita morte di Randy Rhoads Ozzy Osbourne musonia chitarra libro crazy train madman

Randy - Vita e morte di Randy Rhoads

di Joel McIver

LIBRO IN ITALIANO

Joel McIver
RANDY
La storia di Randy Rhoads - dai Quiet Riot a Ozzy

Nonostante la sua vita sia stata tragicamente breve, Randy Rhoads si è affermato come uno dei chitarristi più importanti ed influenti della storia del rock e del metal.

Nel 1979 ha lasciato i Quiet Riot per andare a suonare con Ozzy Osbourne, che, appena licenziato dai Black Sabbath, era alla ricerca di un aiuto per rimettere in piedi la sua carriera.

Insieme hanno ottenuto un enorme successo di pubblico e di critica, realizzando due album che sono diventati dei veri e propri classici.

L’incredibile stile di Randy alla chitarra e il suo talento di compositore hanno dato un contributo fondamentale per riportare Ozzy ad alti livelli.

Nel 1982, quando è morto in un incidente aereo a soli 26 anni, non aveva ancora espresso il suo pieno potenziale.

Questo libro, attraverso le parole dei suoi amici, della sua famiglia, di musicisti e ammiratori, traccia la storia di Randy, dagli albori del suo prodigioso talento musicale alla sua improvvisa e scioccante fine.

“Ho detto a Bob Daisley, ‘Non credo che Randy durerà a lungo’... era troppo buono per vivere in questo mondo”.
Ozzy Osbourne, Aprile 1982

Joel McIver vive e lavora in Inghilterra, ed è al momento uno dei più affermati critici musicali rock in circolazione. Oltre a scrivere per numerose e blasonate riviste di settore, trova anche il tempo per occuparsi di cinema recensendo film per la rivista DVD Review. E scrive libri.

Dalla sua penna sono infatti usciti volumi dedicati a Metallica, Slayer, Tool e Slipknot e, più recentemente, a Glenn Hughes e ai Motörhead. I suoi libri hanno venduto decine di migliaia di copie in svariate lingue.
Musicalmente parlando, il suo cuore batte per il thrash della Bay Area, il death metal svedese ed il grindcore, ma non disdegna di ascoltare anche altri generi più o meno estremi.
Per Tsunami Edizioni ha pubblicato le biografie di Slayer, Black Sabbath, Tool, Cliff Burton, Motörhead e il volume I 100 più grandi chitarristi metal.

I Cicloni 11 - 224 + 16 pagine di foto - 16x23 - ISBN 978-88-96131-40-4 - 20,00 Euro

 

TITOLO ORIGINALE:

Crazy Train
The High Life and Tragic Death of Randy Rhoads
Series: Book
Publisher: Jawbone Press
Format: Softcover
Author: Joel McIver

Randall Rhoads, born in California in 1956 and cut down in his prime at the age of only 26, has been an immense influence on a whole generation of musicians in rock and metal. He first came to international prominence in 1979, when he was recruited from the cult metal band Quiet Riot to play with Ozzy Osbourne, who had been fired from Black Sabbath for his drink and drug addictions and was in urgent need of a co-writer to kickstart a solo career.

How and why Ozzy and Randy went on to find enormous success is one of the key themes of Crazy Train, named after the first and most famous Osbourne/Rhoads co-composition. It was Randy's pioneering combination of neo-classical soloing, catchy riffage and unforgettable songwriting which propelled Ozzy to stardom in his own right – even after thousands of Black Sabbath fans had written him off. The two albums which Randy recorded with Quiet Riot and the two with Ozzy showcase the young guitarist's immense ability, although the full extent of his talent may never have been revealed. In 1982 he died in an air crash, the victim of the pilot's cocaine-influenced misjudgment.

The parallels between Crazy Train and the author's best-selling To Live Is To Die: The Life and Death of Cliff Burton (Jawbone 2009) are intentional and obvious. Both books deal with a musical prodigy who died tragically in his mid-20s; both men have a vast following and a profile which has risen and risen in the years since their deaths; and both men have a large coterie of friends, family and associates prepared to tell their stories for the very first time.

 

Crediti foto:
Fronte copertina: Paul Natkin. Retro copertina: Ron Sobol.
Inserto fotografico:
Dove ci sono più di una foto per pagina, i crediti sono riportati in senso orario da in alto a
sinistra.
Pag 1 Tami Forward Collection;
Pag 2 (tutte) Tami Forward Collection;
Pag 3 Ron Sobol; Tami Forward Collection;
Pag 4 Ron Sobol; Fin Costello/Redferns/Getty;
Pag 5 Fin Costello/Redferns/Getty;
Pag 6 Fin Costello/Redferns/Getty;
Pag 7 (tutte) Larry Hulst/Michael Ochs Archives/Getty;
Pag 8-9 Paul Natkin;
Pag 10 Jon Seviert/Getty;
Pag 11 Paul Natkin;
Pag 12 Fin Costello/Redferns/Getty;
Pag 13 John Livzey/Redferns/Getty; Paul Natkin;
Pag 14 Paul Natkin;
Pag 15 Paul Natkin;
Pag 16 Stewart Cook/Rex Features.
Abbiamo cercato di rintracciare i proprietari dei diritti delle immagini utilizzate per questo
libro. In caso di errori od omissioni, vi preghiamo di contattare l’editore.www.tsunamiedizioni.com
Prefazione di Zakk Wylde ......................................................
Introduzione ........................................................................
Glossario .......................................................................... 
Capitolo 1 1956-1975................................................... 
Capitolo 2 1976-1979..................................................
Capitolo 3 Blizzard Of Ozz ............................................. 
Capitolo 4 1980 ........................................................... 
Capitolo 5 Diary Of A Madman....................................... 
Capitolo 6 1981 ........................................................ 
Capitolo 7 Dal 1 gennaio al 19 marzo 1982 ................... 
Capitolo 8 Le conseguenze........................................... 
Capitolo 9 Ozzy e i Quiet Riot, oggi .............................. 
Capitolo 10 L’eredità di Randy ....................................... 
Postfazione di Yngwie J. Malmsteen ................................... 
Discografia...................................................................... 
Ringraziamenti................................................................. 
Fonti .............................................................................. 

Quando Joel mi ha chiesto di scrivere la prefazione per questo libro su Randy, mi sono sentito più che onorato. Mi sembrava il minimo che potessi
fare, considerando l’incredibile impatto che Randy ha avuto sulla mia esistenza.
Mi ricordo che una sera io e Ozzy stavamo parlando di musica, quando ad un
certo punto lui mi ha detto: “Zakk, quando è esplosa la Beatlemania, quello è
stato un momento davvero magico della mia vita”. Gli ho risposto: “Tu e Randy
siete stati lo stesso per me”.
Ho sempre detto alla gente che ciò che distingue un gran musicista è che
non lo ascolti e basta – lo senti. Randy era tutto questo, e molto di più. Non
solo aveva l’aspetto di un eroe della chitarra, ma lo era sul serio, con una tecnica
spaventosa ed una pazzesca abilità compositiva. Inoltre, da Ozzy a qualsiasi altra persona con cui abbia mai parlato e che ha conosciuto o incontrato Randy,
tutti dicono che era il miglior ragazzo che avresti mai potuto incrociare. Era una bomba.
A nome di tutti i discepoli che portano nel sangue il culto di Randy Rhoads
(sono fi ero di essere tra questi), ringrazio Randy per essere un maestro, un’ispirazione, un eroe e per rendere la vita tanto più magica e speciale per tutti noi.

Zakk Wylde
2011

PREFAZIONE di Zakk Wylde

Benvenuti a Randy – Vita e Morte di Randy Rhoads: dai Quiet Riot a Ozzy,
la prima biografi a completa di un’icona che ci è stata portata via con
mezzo secolo di anticipo. Nonostante la sua carriera come chitarrista sia cominciata molto prima di emergere sotto i rifl ettori, Randy viene ricordato soprattutto per i dischi realizzati nei due brevi anni in cui era membro della band
di Ozzy Osbourne. I due album registrati con Ozzy – Blizzard Of Ozz (1980)
e Diary Of A Madman (1981) – hanno infl uenzato centinaia, forse migliaia, di
musicisti hard rock e heavy metal, molti dei quali ne hanno parlato approfonditamente con me per questo libro. Ad ogni modo, per le interviste di questa
biografi a non ho adottato un approcio frammentario. Avrei potuto chiedere
un contributo a centinaia di chitarristi famosi, ma invece mi sono concentrato
sulle persone essenziali – musicisti che conoscevano Randy, che hanno suonato
con lui, che da lui hanno imparato e sono stati ispirati. In più, ho aggiunto
i ricordi di un gruppo di suoi amici, persone a lui legate intimamente, e mi
compiaccio del fatto che Randy si avvicini quanto più possibile all’immagine
defi nitiva di quest’uomo incredibilmente talentuoso e compianto.
Forse avrete letto il mio libro precedente, Cli Burton – To Live Is To Die:
Vita e Morte del Bassista dei Metallica (pubblicato in Italia da Tsunami Edizioni), una biografi a che somiglia molto a questa, a partire dal titolo. Come
Randy, anche Cliff è stato un prodigio della musica morto giovane e, così
come con Cliff , il culto che si è propagato dopo la sua scomparsa rendeva
chiaro quanto sarebbe stato facile dipingere Randy come un santo. Questa è
una trappola da biografo che ho cercato di evitare, sebbene non sia stato facile
visto che quasi nessuno ha una parola cattiva da spendere nei suoi confronti.
Oltre ad essere stato, a detta di tutti, un ragazzo onesto, premuroso e generoso,
era anche umano ed in questo libro ho fatto il possibile per ritrarlo così, con i
suoi pregi e i suoi difetti, come li abbiamo tutti noi. Randy non è un’agiografi a
insensata: è un tentativo di mostrare esattamente chi era Randy Rhoads e – per
estensione – quale incredibile perdita abbia signifi cato la sua crudele e inutile morte per chiunque ami la musica rock. È impossibile sapere cos’avrebbe

INTRODUZIONE

continuato a fare Randy se fosse vissuto: l’unica certezza è che sarebbe stato
qualcosa di pazzesco.
Questo libro parla della storia di Randy, ovvio, ma c’è molto di più. È
anche la storia dei primi passi di Ozzy alla conquista di una notorierà indipendente dopo aver lasciato i Black Sabbath; la storia di circa una dozzina di
musicisti chiave i cui percorsi si sono incrociati, rendendo qualcuno più felice
di altri; ed infi ne, la costruzione di una leggenda la cui reputazione è difesa
da alcune, dovremmo dire, persone “uniche”. È la loro variopinta infl uenza a
donare a questo libro una marcia in più...
Joel McIver

Quello di destino è, nel migliore dei casi, un concetto molto nebuloso, un
concetto che solo uno scrittore non troppo di classe invocherebbe nella
primissima frase di un libro. Però sembra proprio che Randall William Rhoads
fosse destinato ad eccellere nel campo della musica.
Il genio di Randy, e non è un’esagerazione defi nirlo così, si è inizialmente
sviluppato sotto la guida della madre, Delores Rhoads. Da sempre insegnante
di musica, Delores è nata nel 1920, si è laureata alla UCLA e ha insegnato nel
circuito scolastico di Los Angeles prima di sposare il collega maestro di musica
William Arthur Rhoads e fondare una scuola con il nome Musonia, nel 1949.
Situata al 12111 di Tiara Street nella North Hollywood, in California, dove
opera tuttora, la scuola è stata completata nel corso degli anni, come ricorda
Delores. “Siamo partiti da zero”, ha detto. “Abbiamo iniziato a lavorare qui nei
primi anni ’50, ma non l’abbiamo costruita tutta subito. C’è voluto un bel po’
di tempo”.
Poco dopo aver aperto e avviato la scuola, la famiglia Rhoads si è trasferita
nella piccola città di Burbank e ha iniziato ad espandersi. Prima è arrivato un
fi glio, Douglas, nel 1951, poi è apparsa una figlia, Kathy, nel 1955 e alla fi ne è
nato Randy, chiudendo il cerchio il 6 dicembre del 1956. Purtroppo, qualsiasi
armonia domestica di cui la famiglia ha potuto godere, nonostante lo sforzo di
badare a tre piccoli bambini, ha avuto vita breve perché nel maggio del 1958,
quando Randy ha appena 18 mesi, William Rhoads lascia sua moglie e i suoi
fi gli per motivi non noti. Ogni tanto tornerà a trovarli, ma per quanto tempo e
quanto spesso non è mai stato rivelato.
Né Delores né i suoi fi gli hanno mai spiegato perché William se ne sia andato. Tutto quello che sappiamo di lui è che ha due fratelli, è nato a Nowata,
in Oklahoma, nel 1920 – stesso anno di Delores – ed è cresciuto a San Diego,
in California. Ha prestato servizio nelle forze armate degli Stati Uniti come clarinettista e sassofonista in un’unità radio a Santa Ana, prima di seguire la professione di insegnante. Quattro anni dopo aver lasciato la famiglia, ha lavorato
come rappresentante delle vendite per diversi produttori di chitarre e nel 1969

si è spostato in Connecticut: forse il suo trasferimento nella parte opposta del 

Paese non ha favorito il rapporto con i figli, allora adolescenti. Ha passato i successivi ventitré anni come direttore d’orchestra di una scuola, nel 1992 è andato
in pensione e si è dedicato al volontariato per la chiesa di Winsted, una città tra
Boston e New York. È morto nel 1999 all’età di 79 anni, lasciando la sua seconda
moglie, i loro fi gli e i suoi nipoti.
La situazione fi nanziaria della famiglia Rhoads ha notevolmente risentito
dell’impatto causato dall’assenza di William. Anche se Doug, Kathy e Randy
avevano la radio, per alcuni anni non hanno avuto nessun giradischi o televisione. “Che tu ci creda o no, non avevamo lo stereo”, ha detto Kathy, “[quindi] in
giro per casa tutti suonavano la propria musica”. In un periodo in cui il senso
stesso dell’essere giovani era stato ridefi nito dal rock‘n’roll, e in una situazione in
cui fare musica era sia allettante che naturale, tutti e tre hanno cominciato a studiare degli strumenti. Nonostante Kathy non abbia continuato anche da grande,
i due fratelli Rhoads ne furono subito rapiti. “Mentre mia mamma era incinta
di me, occupava la prima fi la della Glendale Symphony Orchestra, e credo che
questo incida molto”, rifl ette Doug molti anni dopo. “Si trasferisce alla tua psiche e credo sia quello che è successo a me e a mio fratello”. Doug ha iniziato
da giovane ad usare il suo nome d’arte ‘Kelle’, pronunciato come ‘Kelly’. Come
spiega: “Kell è il mio secondo nome, ho aggiunto una ‘e’ fi nale ed è diventato
il mio pseudonimo. È strano quando la gente mi chiama ‘Doug’ perché poche
persone, a parte la mia famiglia, lo fanno”.
Randy era un bambino gentile che amava collezionare trenini e a cui piaceva
il profumo delle gardenie. Kelle ripensa a quando Randy era molto piccolo: “Mi
ricordo davvero bene il periodo prima che iniziasse a suonare la chitarra. Era
molto intelligente e prendeva bei voti a scuola senza nemmeno sforzarsi troppo.
La cosa che dovrebbe valorizzare l’impressione che chiunque ha di Randy è che
era davvero buono. Cavolo, è stato forse l’essere umano più buono che abbia mai
incontrato. Non credo avrebbe mai potuto off endere nessuno, non l’ho mai visto
arrabbiarsi. Ecco, da bambino era così”.
A tempo debito, Randy ha cominciato a studiare chitarra insieme a Kathy,
mentre Kelle suonava il piano ed imparava a cantare. Per le lezioni usava una
vecchia Gibson acustica che apparteneva a suo nonno materno. Kelle ha poi ricordato: “Il padre di mia mamma – che era dottore – suonava la chitarra… così, 

per hobby, e aveva una vecchia Gibson Army/Navy Special scura del 1918. Mio
fratello l’ha trovata e ha iniziato a suonarla… Non c’era scritto Gibson nemmeno sulla paletta, ma solo all’interno della chitarra.”
Randy si mise subito a giocare con la Gibson vecchia di quarant’anni, imparando a conoscerne il tocco, e a prendere lezioni, il modo necessario per migliorare. “Ho semplicemente iniziato a cercare di capire alcune cose da solo, perciò
quando sono arrivato a lezione la prima volta avevo già abbastanza idea di cosa
fare”, ha detto più avanti. Delores gli ha insegnato anche un po’ di pianoforte per
dargli le basi della lettura musicale. “Randy ha cominciato a studiare nella mia
scuola quando aveva circa sei anni e mezzo”, ha detto. “Avevamo una vecchia Gibson acustica che apparteneva a mio padre. Randy l’ha presa e l’ha amata subito
dal primo istante – o almeno da quando è stato abbastanza grande per riuscire a
tenerla in mano e farci qualcosa”.
Sin dall’inizio, Delores ha impresso in Randy e Kelle la necessità di capire i
fondamenti della musica – ritmo, melodia e armonia. Anziché ascoltare con il
giradischi la canzone che gli piaceva, Delores incoraggiava i fi gli ad aff errare la
melodia a orecchio e a risuonarla con la chitarra o con il piano. In questo modo,
hanno imparato ad elaborare la tonalità e la misura di un brano.
“Ci siamo potuti permettere la TV o lo stereo abbastanza tardi rispetto alla
maggior parte delle persone, perciò in casa non c’era molta musica da ascoltare”,
ricorda Delores. “Quindi Randy doveva crearsi le cose da solo”. Anche se capiva
il fascino che la musica pop esercitava sui suoi figli, i suoi gusti erano più raffi nati. Ha spiegato: “Ovviamente io sono sempre rimasta sul lato classico. Ho
suonato professionalmente per un po’ e ho insegnato musica – soprattutto la
tromba – nelle scuole pubbliche”.
Ma i brani acustici che imparava dai libri di testo andavano bene sino a un
certo punto, e Randy rimase conquistato dalla passione di Kelle per il rock‘n’roll.
Come ricorda quest’ultimo: “Mi piacevano i Beatles, e in questo senso ho chiaramente infl uenzato Randy e mia sorella, perché sai… quando il figlio maggiore
dice ‘Questo è veramente figo’, gli altri lo seguono: ‘Ok, vediamo cosa pensa sia
figo’”. Di conseguenza, Randy voleva muoversi in quella direzione. Uno dei suoi
primi ricordi musicali è quando strimpellava il flamenco ‘Malaguena’ con una
vecchia chitarra classica, ma si mise ben presto a rifare le canzoni che sentiva alla
radio, ad esempio ‘Gloria’ e ‘Louie Louie’.

RANDY - Vita e morte di Randy Rhoads

Come ha raccontato Delores, Randy si è stancato presto di suonare la chitarra folk in acustico, e voleva passare a quella elettrica. In quel periodo c’era
un buon insegnante a scuola, un uomo chiamato Scott Shelly, e così Delores gli
permise di cambiare. Usava l’unica chitarra elettrica che la scuola possedeva a
quei tempi, una vecchia Harmony semiacustica con i fori ad “eff e”.
“Randy l’amava davvero tanto”, ha aggiunto. “La suonava sempre, non la
lasciava mai. Era veramente appassionato. In tutti gli anni che ho insegnato – e
sono molti – non ho mai visto uno studente così dedito. Da ragazzino, quando
era al telefono, teneva il ricevitore con la spalla e intanto continuava ad esercitarsi”.
Alcune delle prime infl uenze di Randy possono essere rintracciate nella musica che scopriva quando viaggiava con la sua famiglia attraverso gli Stati Uniti.
Come ha spiegato Delores: “Giravamo per l’America – ho fatto di tutto per farli
viaggiare spesso. Abbiamo attraversato il Paese fi no a New York. Questo prima
che Randy fosse adolescente. Viaggiavamo molto in treno – ci piaceva un sacco.
Credo sia stato questo ad aver infl uenzato Randy [a collezionare trenini] più
avanti. Poi, io e lui siamo stati a Chicago. Avevo qualche proprietà della mia
famiglia in Illinois e ci siamo andati un paio di volte in treno e poi giù, fi no a
New Orleans. Per Randy era stimolante, musicalmente parlando. Siamo rimasti
a New Orleans per qualche giorno. Siamo stati anche al Grand Canyon e in
New Mexico – avevo degli amici lì. Sì, abbiamo girato molto in treno. E questo
è quanto, direi, tra gli otto e i sedici/diciassette anni”.
È fondamentale notare che Randy non aveva un particolare idolo della chitarra a cui ispirarsi per imitarne lo stile. Fin dall’inizio, voleva conoscere i meccanismi della musica per farli suoi, anziché chiedere al suo insegnante di mostrargli
come copiare qualche musicista aff ermato. Come ha detto in un’intervista: “Ancora oggi, non ho un eroe chitarrista… Quando ha iniziato a piacermi il rock,
l’unico mito che avevo era Elvis Presley. Pensavo fosse il migliore, ma a quell’età
non sapevo ancora cosa signifi casse suonare la chitarra solista. Ero troppo giovane per dire ‘Ehi, è davvero bravo’”.
Come narra la leggenda di casa Rhoads, da quando iniziò con la chitarra
elettrica Randy ci mise un solo anno a superare il proprio istruttore. Come ha
spiegato Delores: “Il maestro è venuto da me e mi ha detto ‘Gli ho insegnato
tutto quello che sapevo’. E gli ho risposto ‘Oh, ma dai…’. Ho pensato stesse

Capitolo 1: 1956 - 1975 

scherzando. Mi ha risposto, ‘No, non scherzo. Sono serio’. Da quel momento,
per quanto riguarda la chitarra elettrica Randy ha continuato da solo. Suonava
e suonava e arrivava a capire le cose e in pratica si è costruito un suo stile… non
aveva dischi da ascoltare, il che era positivo perché ha sempre insistito molto con
l’idea di sviluppare un proprio modo di suonare senza dover copiare”.
Le lezioni hanno accompagnato Randy fi n qui. Ha ammesso anche lui che la
maggior parte della sua conoscenza della chitarra arriva dal periodo successivo,
in cui ha fatto l’insegnante, più che da quando era studente – e anche che studiare non era roba per lui. Ha dichiarato: “Ho provato ad andare a lezione ogni
tanto, ma non mi trovavo. Non avevo pazienza. Quando poi ho ricominciato da
adolescente, ho studiato musica classica e mi ha fatto benissimo”.
Una cosa da tener presente è che la chitarra rock, agli inizi, non era la disciplina complessa che è oggi. È vero che l’eroe di Randy, Elvis Presley, ha prodotto
canzoni basate sulla chitarra già dalla metà degli anni ’50, ma quando Randy è
passato dall’acustica Gibson all’elettrica Harmony, ovvero meno di un decennio
dopo gli anni del rock‘n’roll di Elvis, l’arte dell’assolo era ancora una cosa nuova.
I Beatles, il cui dominio della scena pop degli anni ’60 è stato incredibile, non
hanno iniziato ad introdurre assoli complessi nelle loro canzoni fi no alla fi ne
della decade, mentre i Rolling Stones – un’altra grande ispirazione per Kelle e
Randy – si sono sempre concentrati sulle chitarre ritmiche per le loro melodie.
È nel blues, americano ed inglese, che la chitarra solista fi orisce veramente verso
la metà del 1960, ma sembra che a Randy il genere non interessasse molto. Per
quanto riguarda la musica che Randy ascoltava dalla sua radio, in un mono scricchiolante, la Motown si basava sul groove, il folk sull’abilità del fi ngerpicking e
il pop non aveva praticamente assoli. Qualsiasi cosa Randy avesse imparato sulla
chitarra solista in quel periodo, non era molto.
Non che sua madre gli lasciasse prendere una pausa dallo studio. I suoi primi concerti sono stati con il complesso della scuola, che si esibiva ogni fi ne
settimana alla Musonia. Sapendo che i suoi studenti – che arrivarono a 250 nel
momento di maggiore espansione della scuola – avrebbero dovuto suonare in
gruppo come parte della loro futura educazione, Delores aveva deciso di riunirli
in un’orchestra, di fronte ad un pubblico. “Randy in quel periodo doveva avere
sugli otto anni, forse era anche più giovane”, ha ricordato. “Ma si sedeva lì e suonava con il cuore in mano, perché gli piaceva. Già allora cercava di fare le cose da 

solo. I suoi amici si accalcavano per vederlo esibirsi e Randy non si accontentava
di suonargli quel tipo di musica semplice, da banda, ma divagava e faceva cose
che nemmeno io conoscevo, forse erano le hit del momento”.
Anche se il complesso della Musonia suonava le canzoni che passavano alla
radio, questo non voleva dire che gli fosse permesso trascurare la lettura degli
spartiti. “Ai miei studenti ho sempre fatto contare e leggere molto attentamente,
tutto nel modo giusto, quindi Randy era facilitato in questo senso”, ha spiegato.
“Per suonare nel piccolo gruppo che avevo in quegli anni, Randy leggeva gli
spartiti mentre suonava. Li chiamavano in un modo strano, ma per me rimaneva
comunque sempre musica. Doveva leggere perché altrimenti non poteva suonare nel gruppo. Ci metteva l’anima, ed è una cosa davvero importante… diceva
‘Suoniamo con passione, anche se lo facciamo solo per divertimento’”.
Gli spettacoli del venerdì sera hanno spinto i fratelli Rhoads a formare un
gruppo al di fuori della scuola – dove ci si poteva presumibilmente rilassare un
po’ di più rispetto all’ambiente rigoroso che si percepiva alla Musonia. Come
tutte le band di adolescenti da tempo immemore, anche loro hanno condiviso
la sala prove con l’auto di famiglia. Come ha ricordato Kelle: “Avevamo i nostri
piccoli gruppi ed improvvisavamo nel garage, e questo alla fi ne ha portato alla
prima vera band. Direi che si faceva molto rock‘n’roll… Appena esplosero [i Beatles], Randy era davvero piccolo, un bambino. Io non avevo ancora dodici anni,
ma mi colpirono molto lo stesso”.
Donna religiosa, Delores ha mandato i suoi tre fi gli a una scuola elementare
privata, la First Lutheran School di Burbank. Come ha poi detto Kelle: “Mia
mamma è profondamente credente. Non siamo dei fanatici, ma sì, abbiamo
ricevuto un’educazione cristiana”. Lì, Randy ha incontrato un bambino di nome
Pete Wilkinson, più grande di tre anni. Wilkinson, che ha raramente se non
addiruttura mai parlato della sua amicizia con Randy, spiega: “Io e Randy siamo
nati entrambi a Santa Monica e la prima volta che l’ho incontrato era il 1965, lui
aveva otto anni e io undici. Mia sorella usciva con suo fratello maggiore Kelle e
così ho conosciuto la sua famiglia. Ho fi nito per essere il primo ragazzo di Kathy
Rhoads, nel 1966. Andavamo sempre in spiaggia. La prima volta che ho sentito
Randy suonare la chitarra, mi ha sconvolto. Era come un jukebox vivente”.
Un’altra fi gura importante è Kelly Garni, un anno più giovane di Randy.
Come ricorda Garni: “Io e Randy vivevamo vicini a Burbank, ma all’inizio non ci Capitolo 1: 1956 - 1975 19
 

conoscevamo perché lui andava a scuola alla Lutheran ed era più grande di me di
circa un anno. Quando per lui arrivò il momento di trasferirsi in una scuola pubblica, ci siamo trovati entrambi in seconda media. Molti ragazzini arrivavano da
altre scuole elementari, quindi era come sentirsi gettati in un covo di sconosciuti”.
La scuola che Randy e Kelly hanno frequentato era la John Muir Junior
High, un istituto ragionevolmente rispettabile che rifl etteva lo status generale di
Burbank. Come spiega Garni: “Burbank rappresentava la classe media, una città
abbastanza piccola con una popolazione di 50.000 persone. Era quella che in
America chiamiamo ‘città incorporata’, vuol dire che non fa parte di una contea
ma ha una sua entità separata. Era un posto sicuro dove crescere, se non consideriamo i problemi che avevamo a scuola”.
I problemi a cui si riferisce Garni erano, ripensandoci, inevitabili. Persino da
adulto, Randy ha raggiunto solo 1.68m circa di altezza, e il suo corpo era proporzionalmente sottile, anche se abbastanza atletico. Inoltre, aveva questa pettinatura bionda cotonata che ha cominciato a coltivare nei primi anni dell’adolescenza, ed era quindi un ovvio bersaglio per la ghenga di bulli della John Muir
Junior High. Garni, anche lui parte della minoranza di outsider, ha assistito da
vicino a questa spiacevole attenzione.
“Ho visto Randy in giro e mi sembrava interessante”, racconta, “quindi dopo
qualche giorno sono andato da lui e mi sono presentato. Gli ho detto ‘Ehi, come
va?’. Era diverso da tutti, una diff erenza curiosa, ed era l’aspetto la cosa che risaltava di lui. Era carismatico e aveva i tratti di una persona molto speciale. Non
si vestiva come gli altri ragazzi e portava i capelli a modo suo – aveva un taglio
stile Beatles”.
Un’altra amica di scuola, Tami Forward, si era accorta della strana capigliatura di Randy: “La mia prima impressione di Randy è stata ‘Cosa gli è successo ai
capelli?’. Li aveva tagliati dritti proprio all’altezza della collottola ed era strano”.
E ancora, come spiega Kelly: “Camminava con molta grazia: tutti i suoi movimenti erano eleganti. Io lo avevo notato, ma la cosa brutta è che l’avevano notato
tutti e quindi nessuno voleva veramente avere a che fare con lui. Gli stavano
lontano. Eravamo davvero diversi rispetto agli altri ragazzi che continuavano a
picchiarci, seguirci e minacciarci”.
Pete Wilkinson aggiunge: “Ogni tanto gli facevo da guardia del corpo. Veniva preso spesso di mira perché sembrava una ragazza. Gli dicevano ‘Sei una

 

checca, frocio’ e non lo lasciavano in pace: non capivano che tipo era. Quando 

suonava ai concerti, gli stessi ragazzi che se la prendevano con lui lo adoravano.
Era abbastanza assurdo. Ma a lui non importava. Era un ragazzo molto modesto.
La scuola era buona e Randy era un bravo studente, ma era interessato più alla
musica che al resto. Già allora sapeva quale sarebbe stata la sua strada”.
Fortunatamente suo fratello maggiore Kelle Rhoads e i suoi amici erano
spesso in giro per evitare che gli insulti diventassero troppo pesanti, ma il fallito
inserimento di Randy nella John Muir ha fatto sì che si allontanasse ancora di
più dall’istruzione, concentrandosi invece sulla musica. Avendo suonato un paio
di concerti per i suoi amici ed essendo stato colpito dall’amore per lo spettacolo,
Randy non poteva immaginare la sua vita diversamente. “Ho iniziato a fare jam
session intorno ai dodici, tredici anni”, ha ricordato, “e mi son detto: ‘È fatta.
Voglio farlo per davvero’. La prima volta che sono salito su un palco e ho suonato
di fronte a della gente, è stata una sorpresa… hanno iniziato ad applaudire, ero
sconvolto. Dove sono cresciuto, la cosa più fi ga era esibirsi alle feste. Nella mia
zona c’erano molte band e tutte suonavano ai party. Mi piaceva. Non vedevo
l’ora che arrivasse il weekend successivo per esibirmi”.
Nonostante la carenza di motivazione, Randy era bravissimo a scuola: “Era
un ragazzo molto intelligente”, ha detto Kelle ad un intervistatore. “Prendeva
ottimi voti e non doveva nemmeno fare fatica. Era molto intelligente. E la cosa
da sottolineare, qualsiasi cosa scriverai di lui ed indipendentemente da come la
gente si rapportava con lui, è che era davvero gentile. Cavolo, non avresti potuto
incontrare nessuno più buono di lui. Sono sicuro che anche altri la pensano così.
Forse è l’essere umano più gentile che abbia mai conosciuto. Non aveva un solo
nemico – nemmeno uno. Era un ragazzo così educato che non credo abbia mai
potuto off endere nessuno. Ed era così anche da piccolo. Una persona meravigliosa”.
Il percorso musicale di Randy trovò una spinta in Kelly Garni, anche lui
deciso a darsi alla prima arte. Anche se Randy aveva solo tredici anni, o quasi,
quando si sono incontrati, aveva già raggiunto un livello avanzato – e quando
Garni è entrato in contatto con la famiglia Rhoads (traboccante di talento), ha
realizzato d’aver bisogno di fare un passo in avanti e di unirsi a loro. “Quando
l’ho conosciuto stava studiando le parti soliste”, ricorda Garni. “Era già diventato un valido musicista ritmico. Abbiamo iniziato a vederci nelle rispettive case e Capitolo 1: 1956 - 1975 21
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ho incontrato la sua famiglia, dove tutti sapevano suonare degli strumenti – mi
sentivo un po’ escluso, quindi ho detto, ‘Vorrei suonare qualcosa anch’io. Forse
mi potrebbe piacere la tastiera’. ‘No no no’, mi ha risposto lui. ‘Tu non vuoi
questo. Sono strumenti grandi e pesanti da portare in giro e sono costosi. Tu devi
fare il bassista’. E io, ‘Bassista?’. ‘Sì, è come la chitarra solo che ha meno corde’.
Ho pensato dovesse essere abbastanza facile, così mi feci dare un basso’.
Continua: “Da lì, ha cominciato a farmi da maestro. Aveva bisogno di una
base musicale su cui appoggiarsi mentre suonava gli assoli, così mi insegnava
la frase ritmica, che io ripetevo all’infi nito mentre lui ci provava sopra le sue
parti. [...] Crescendo, imparavo osservandolo. Ogni giorno andava a lezione, o
un paio di giorni a settimana. Tornava a casa e diceva, ‘Ehi, ho imparato questo
nuovo lick. Vediamo che pattern ci puoi fare sopra’. Quindi guardavo le sue
dita. Tutti i giorni, per anni, è andata così. Lo facevamo ogni singolo giorno. E
mi sono come de-condizionato al suo modo di suonare. Lo vedevo migliorare
continuamente, a piccoli passi, e stiamo parlando di nove anni. Quando è diventato davvero, ma davvero bravo, io ero ormai abituato a sentirlo. La gente mi
chiede sempre, ‘Com’era stare in una band con un chitarrista così incredibile?’.
E io rispondo ‘Non mi rendevo conto di essere in una band con un chitarrista
incredibile’. Sapevo che era bravo e che piaceva alla gente”.
A questo punto, Randy aveva comprato una seconda chitarra elettrica dal
padre rappresentante: per quanto possa sembrare improbabile, si trattava di
un’Ovation rossa. “Mio padre ha lavorato per Gretsch e Ovation”, ha spiegato
Kelle. “Ne ha data una rossa a Randy, non so il modello, era una ‘hollow body’.
Non l’ha usata per molto tempo”. Anche se il suono dello strumento non sembrava avvicinarsi al lamento morbido e un po’ blues per cui diventerà famoso,
Randy ha amato quella chitarra e ha intensifi cato i propri sforzi.
Kelle ha poi spiegato: “La mia prima band è stata anche la prima di Randy.
Abbiamo formato il gruppo assieme quando lui aveva quattordici anni… Io
suonavo la batteria, Randy la chitarra ritmica… in quel periodo, non pensava
ancora che sarebbe diventato un solista. La band è rimasta in piedi per quattro o
cinque mesi e suonavamo alle feste e agli spettacoli nella scuola di mia mamma”.
Ha aggiunto: “Non riuscivamo a trovare un nome per la band, quindi le abbiamo dato il secondo di mia mamma. Da nubile si chiamava Delores Violet Kell,
abbiamo preso Violet ed è diventato Violet Fox”

... CONTINUA SUL LIBRO... RANDY - Vita e morte di Randy Rhoads

Delores supportava il gruppo dei figli: “All’età di tredici o quattordici anni,
Randy suonava alle feste, ai picnic nel parco e anche al Burbank Mall con la sua
piccola band. Suonava molto. Lo seguivo e l’aiutavo con gli strumenti”. Delores li ha anche fatti esibire nella sua scuola, come ha ricordato Kelle: “La band
somigliava molto a quello che faceva Alice Cooper, davvero… io avevo circa
diciannove anni e Randy quattordici, una cosa così. Organizzavamo concerti alla
Musonia e facevamo anche una cosa particolarmente elaborata con tutte le sedie
che mia mamma teneva per i complessi, piccoli complessi jazz, e per le orchestre.
Le sistemavamo insieme alle poltrone e alle panche che trovavamo ed invitavamo la gente, quello era il pubblico. Era ben più che un paio di persone. Era più
aff ollato di com’è il Whisky [a Go Go] oggi… Ci divertivamo”.
Stranamente, ci sono voci contrastanti sui Violet Fox, dipende da con chi
parli. Kelly Garni è irremovibile sul fatto che la band fosse poco più che il prodotto di un litigio infantile. Spiega: “Parlano dei Violet Fox e di tutte quelle
band, ma onestamente i Violet Fox erano... sono esistiti solo perché io e Randy
abbiamo avuto una discussione tra ragazzini e non ci siamo parlati per un paio
di settimane. In quel periodo ha suonato la chitarra e cantato (con Kelle Rhoads
alla batteria) ad un piccolo concerto alla Musonia, senza bassista. Ecco tutto ciò
che hanno fatto i Violet Fox, ma la gente cerca di trasformarla in chissà quale
grande band originale”.
Tami Forward, a quel tempo una cara amica di Randy, aff erma che lo scopo
principale dei Violet Fox era di cercare di tener lontani da lui i bulli. Come racconta: “I Violet Fox erano il motivo per cui i ragazzi avevano smesso di picchiar 

Prezzo: €20,00
€20,00

TONY IOMMI LIBRO IL MIO VIAGGIO TRA PARADISO & INFERNO BLACK SABBATH AUTOBIOGRAFIA LIBRO

IRON MAN. TONY IOMMI. 

IRON MAN. IL MIO VIAGGIO TRA PARADISO & INFERNO CON I BLACK SABBATH

LIBRO, AUTOBIOGRAFIA IN ITALIANO DEL CHITARRISTA DEI BLACK SABBATH E HEAVEN & HELL.

CASA EDITRICE: ARCANA

Tony Iommi, l'iron man della chitarra, L'operaio del rock, la fabbrica dei riff.

 

IOMMI HA ORIGINI CIOCIARE ! 

"Antony-o" Iommi in questo libro racconta tutta la sua vita, Dai ricordi di quando era bambino, la mamma Maria Valenti nata a Palermo (non a caso il 7 settembre 1971 i BLACK SABBATH suonarono per la prima volta in italia al festival pop di Palermo al parco della favorita), le origini brasiliane della nonna e il nonno Iommi nato nella provincia di Frosinone, gelataio e produttore artigianale di salami, venditore ambulante di frutta e verdura, caldearrosto, i litigi dei suoi genitori con i vicinato, la fisarmonica le prime esperienze musicali, i primi gruppi, l'incontro con Ozzy, tutti i particolari della sua tecnica chitarristica, e le sue vicissitudini fino ai giorni nostri.

Un libro che potrete leggere sotto l'obrellone intrattenendo gli amici, Iommi non è uno scrittore, e il suo linguaggio è semplice, parlato, gli aggettivi che usa per descrivere gli avvenimenti non sono molti. L'unica parola che ci hanno fatto aprire il dizionario è stata: Sussiegoso (atteggiamento superbo), quando Iommi parla degli amici della sua prima moglie.

 

GLI INGREDIANTI DEL DNA PER AVERE UN CHITARRITA HARD ROCK.

50% siciliano, 48% CIOCIARO, 2% Brasiliano (Forse)

Mancino,

la sua chitarra è la cosidetta ''diavoletto'' con le croci intarsiate, 

veste sempre di nero, 

Quando sale sul palco ha sempre una grossa croce al collo, 

Ha i Baffi a manubrio, 

il suo film preferito è ''L'esorcista'' ... 

 

suonare i bending con il mignolo e l'indice, il dito medio e l'anulare negli assolo.

Non riuscendo più a suonare tutte le note dell'accordo ha ''inventato'' quelli che poi si sarebbero chiamati i power chords.

suonare un'accordo e aggiungere la nota tonica con il vibrato per rimpimento.

Quella volta che le presero dagli skin head.

1969: Tour europeo, Ozzy parte senza valigia, i jeans che indossa e una camicia come cambio, e basta.
Ozzy sta aspettando gli altri fuori la porta di casa:    

-Ozzy stiamo partendo per l'europa! - e lui: ''lo sò''
-staremo via un po' di mesi - ''lo sò''

30 agosto 1969 primo concerto con il nuovo nome: Black Sabbath.

Suonano per 6 settimane a San Gallo in Svizzera. 4 concerti al giorno da 40 minuti davanti a 4-5 persone. Pagati con Salciccia e birra, niente soldi: miseria.

 

- La moglie snob.

- LE AVVERSITA'

- GLI SCHERZI

- GLI SCHERZI DA PRETE

 

Di solito non si consiglia a un'amico di scrivere l'autobiografia, ormai la scritta, leggitela.

 

19,50 euro – Collana Biografie – 390 pp. – con inserto fotografico

«Tony prende una chitarra, suona un riff, e pensi: “Questo è il massimo, non si può fare di più”. La volta dopo, ci scommetto un miliardo di dollari, se ne esce con un riff che ti rivolta come un cazzo di calzino» OZZY OSBOURNE

«Tony Iommi è il vero padre dell’heavy metal e uno degli esseri umani più grandi del mondo» BRIAN MAY

«Senza Tony non esisterebbe l’heavy metal» EDDIE VAN HALEN

«È colpa sua se io sono quello che sono» JAMES HETFIELD

Negli ultimi anni di attività dei Beatles, mentre America e Inghilterra erano ancora impantanate nel folk e nel rock psichedelico, emerse un nuovo sound, il sound della classe operaia che aveva radici nel rock duro e nel blues pesante suonati nei pub di periferia. Quel sound, Heavy Metal, sarebbe cresciuto fino a diventare uno dei generi più importanti del rock’n’roll, e i Black Sabbath furono gli artefici della sua diffusione mondiale. È impossibile sottostimare l’impatto che ebbero i Black Sabbath e il loro motore principale: il chitarrista, autore e leader Tony Iommi. Iron Man racconta la storia del gruppo che «Rolling Stone» ha definito “I Beatles dell’Heavy Metal” e svela i segreti dell’uomo che sta dietro l’icona rock. Tony non risparmia i dettagli della sua concitata infanzia, dei matrimoni falliti, delle tragedie personali, dei compagni di band, della figlia ritrovata, con tutti gli alti e bassi della vita di un artista. Qualsiasi avventura sia associata all’hard rock, i Black Sabbath la vissero per primi: le droghe, la dissolutezza, l’alcol, le critiche, i contratti, le conquiste, i ritorni, i cantanti, i manager, la musica, la follia, il metal.

Fondatore dei Black Sabbath. Tra i chitarristi più influenti di sempre, il suo stile e i suoi riff hanno definito i canoni base dell’heavy metal. Vive a Birmingham, in Inghilterra.

 

Indice

Introduzione. Il sound dell'heavy metal

l. La nascita di un Lupetto
2. Sono italiani
3. Il negozio di Park Lane
4. La scuola dei cazottoni
5. Dagli Shadows alle luci della ribalta
6. Perché non mi date semplicemente il dito?
7. Una carriera appesa a una corda ultra-sottile
8. Cincontro con Bill Ward e i Rest
9. Saltando da un lavoro all'altro e poi nel vuoto
lO. Come tre angeli hanno salvato l'heavy metal
Il. La faccenda si sposta terribilmente da sud verso nord
12. Ritorno sulla terra
13. Un flirt con i Tull in un Rock'n'Roll Circus
14. Gli uccelli del mattino colgono le prime canzoni
15. Da Earth a Black Sabbath
16. I Black Sabbath incidono BLACK SABBATH
17. Con un nuovo manager
18. Diventando paranoici
19. Sabbath, Zeppelin e Purple
20. È tutta qui l'America?
21. Buon compleanno stregoni
22. Le sorprese di Ozzy
23. Il mistero di un assassinio agli antipodi
24. Pesce volante
25. Numero 3, MASTER OF REALITY
26. No, davvero, è troppo ...
27. Bianche strisce e abiti bianchi
28. Air Elvis
29. Accecati dalla neve
30. Qui è il vostro capitano che vi spaventa a morte ...
31. Un matrimonio piuttosto in ... bianco
32. Nella grande casa
33. Uno contro la natura
34. Il pozzo si sta prosciugando
35. SABBATH BLOODY SABBATH
36. California Jam
37. Dove sono andati a finire tutti i soldi?
38. Un sabotaggio completo
39. Un energumeno al bar
40. lo in ECSTASY
41. ECSTASY in tournée
42. Noi teniamo duro
43. Ozzy se ne va
44. La setta scozzese di Susan
45. Dio vuole ma Don no
46. Bill si mette nei guai
47. Paradiso & Inferno
48. Accensione
49. Vinny dice Aloha
50. Black and Blue
51. Melinda
52. Amici per sempre
53. MOB RULES
54. La banda gira
55. Un mostro nel mix
56. Rinascita a The Manor
57. Questione di misure
58. L'ultimo rimasto
59. Il misterioso caso degli inquilini del piano nobile
60. Lovely Lita
61. Di nuovo insieme, per un giorno
62. Brilla, brilla Settima Stella
63. Glenn crolla, ma c'è un raggio di speranza
64. La ricerca dell'idolo eterno
65. L'agente delle tasse
66. Senza testa ma felice
67. Oh no, basta col caviale!
68. TYR e stanchezza
69. Di nuovo Paradiso & Inferno
70. Immobilizzato e ammanettato
71. In armonia con i fraintendimenti
72. Quello che avrebbe dovuto essere proibito
73. In volo da solista con Glenn Hughes
74. Vivere insieme separati
75. L'amore della mia vita
76. Reunion
77. L'incidente di Cozy
78. Bill, Vinny, e Bill e Vinny
79. Ruttando dopo un salsicciotto arrosto
80. IOMMI, l'album
81. Un'udienza con la Regina
82. Tanto di cappello a Rob Halford
83. Fuso di nuovo con Glenn
84. L'entrata nelle Hall ofFame
85. È per la pace
86. Heaven And Hell, tour e band
87. THE DEVIL YOU KNOW
88. Addio a un caro amico
89. Non sono un braccio destro
90 . Un bel posto

Ringraziamenti

 

Prezzo: €19,95
€19,95

THE BEST OF MEMPHIS R & B FOR GUITAR TABLATURE LIBRO Sittin' on the dock of the Bay-Soul Man-Knock on Wood

THE BEST OF MEMPHIS R & B FOR GUITAR TABLATURE

 

Sheet Music. Classic Memphis Hits of Stax / Volt. Transcribed in standard notation and tablature. Includes :

 

- Green Onions

- Hold On, I'm Comin'

- If Loving You is Wrong I don't Want to be Right

- In the Midnight Hour

- I've Been Lovin' You Too Long

- Knock on Wood

- Let's Stay Together

- Sittin' on the dock of the Bay

- Soul Man

- Who's Makin' Love.

 

Sheet Music.

Prezzo: €17,99
€17,99

JAZZMASTER COOKBOOK Jim Grantham improvvisazione Jazz armonia teoria pratica rivolti swing LIBRO MUSICA

Jazzmaster Cookbook - Edizione italiana
Autore Jim Grantham

LIBRO DI MUSICA, METODO CON SPARTITI. IN ITALIANO

Traduzione italiana a cura di M. Andreoni e F. Salerno - Un libro che rappresenta un approccio innovativo ed efficace all'arte dell'improvvisazione. Uno strumento prezioso per tutti i musicisti di tutti i livelli, che desiderano migliorare le proprie abilità improvvisative e la propria creatività. Dalla teoria base ai concetti armonici e al vocabolario indispensabili per l'espressione jazz, insieme a tecniche di studio ed esercizi per la crescita musicale. Sono innumerevoli le lodi fatte a questo testo da parte di grandissimi musicisti e didatti quali Dave Liebman («un libro valido non solo per apprendere le tecniche d'improvvisazione Jazz, ma anche per lo sviluppo della musicalità e dell'armonia teorica. Rappresenta un'ottima combinazione di teoria e pratica»), Jamey Aebersold («un libro ricco e concreto. La teoria è trattata con precisione, chiarezza, e si fonda su concetti di uso comune. L'allenamento nelle dodici tonalità, in particolare, è di grande valore didattico»), Mel Graves, Larry Monroe e tanti altri ancora.

 

“Ho trovato il JAZZMASTER WORKOUT di Jim Grantham
completo e pratico, valido non solo per apprendere le
tecniche di improvvisazione Jazz, ma anche per lo sviluppo
della musicalità e dell’armonia teorica. Ne raccomando la
pubblicazione, in quanto rappresenta un'ottima combinazione
di teoria e pratica, utile per la didattica delle scuole superiori
e l'università. Il Workbook e, in particolare, le tracce audio
sono di grande aiuto allo studente per imparare a studiare
ed a padroneggiare le principali abilità musicali.”
Dave Liebman, artista e didatta Jazz (sassofono)
“Il JAZZMASTER WORKOUT è ricco e concreto. La teoria è
trattata con precisione, chiarezza, e si fonda su concetti di uso
comune. L’allenamento nelle dodici tonalità, in particolare,
è di grande valore didattico.”
Jamey Aebersold, didatta Jazz (sassofono)
“Il JAZZMASTER WORKOUT mi ha impressionato. È un
testo perfetto per corsi di teoria e improvvisazione Jazz a
livello universitario. Tra la grande varietà di validi testi
di teoria Jazz disponibili in commercio, questo lavoro è di
certo completo e chiaro. La presentazione grafi ca invita alla
lettura, mi piacciono in special modo i commenti ai margini.”
Mel Graves, artista e didatta Jazz (basso)
“Jim Grantham ha creato un metodo fantastico, che presenta
la teoria Jazz e le sue applicazioni in maniera limpida e
concisa. Un metodo completo e semplice per lo studente.
Le informazioni sono presentate in modo personale ed
incoraggiante, si ha quasi l'impressione che l'autore sia lì con
te. Raccomando decisamente il JAZZMASTER WORKOUT
a chiunque desideri imparare il linguaggio Jazz.”
Steve Erquiaga, artista e didatta Jazz (chitarra)
“Il JAZZMASTER WORKOUT è il miglior libro che io
abbia mai visto per insegnare improvvisazione a studenti
di musica contemporanea. Molto spesso gli allievi tendono
a suonare un po’ tutti in quello stesso modo prevedibile,
perché prigionieri dei pattern prememorizzati. Gli esercizi (i
TOOL) suggeriti dall'approccio del libro sono estremamente
musicali ed effi caci, soprattutto per lo sviluppo di uno stile
improvvisativo personale.”
Ed Kelly, artista e didatta Jazz (pianoforte)
“Trovo che il JAZZMASTER WORKOUT, per lo studio
della teoria e dell'improvvisazione Jazz, sia lo strumento
più completo ed illuminante che io abbia mai visto: va ben
oltre il memorizzare dei cliché alla moda, offre informazioni
sostanziali ed estese su come pensare musicalmente. Jim
ha analizzato le questioni a fondo, rispondendo a tutte le
domande possibili in modo semplice ed altruista.”
Jules Broussard – sassofonista Jazz
Commenti e Feedback
“Il JAZZMASTER WORKOUT di Jim Grantham è uno
strumento prezioso per tutti i musicisti che desiderano
migliorare le proprie abilità improvvisative e la propria
creatività. È una fonte veramente esaustiva sulla teoria Jazz
e sulle tecniche melodiche. Il JAZZMASTER WORKOUT è
il metodo più completo che io abbia mai visto.”
Bruce Gertz, bassista, artista e didatta Jazz
“Il JAZZMASTER WORKOUT di Jim Grantham è un
approccio innovativo ed effi cace all'arte dell'improvvisazione,
utile a musicisti di tutti i livelli. Partendo dalla teoria di
base, il testo presenta i concetti armonici e il vocabolario
indispensabili per l'espressione Jazz. Presenta anche
tecniche di studio ed esercizi per lo sviluppo personale e la
crescita musicale. Ideale per l'uso individuale, il WORKOUT
rappresenta un ottimo testo e piano di studio per corsi
Jazz al livello delle scuole superiori ed universitario. Il
JAZZMASTER WORKOUT è un’aggiunta di enorme valore
all’esercizio quotidiano, oltre che un utile riferimento per
tutti gli anni a venire.”
La r r y Mo n r o e , p r e s i d e n t e d e l l a “Pr o f e s s i o n a l
performance division”, Berklee College of Music
“Qui al CPP Belwin siamo tutti convinti che questo libro sia
estremamente completo, specialmente per quanto riguarda la
parte teorica. Il concetto della sezione di studio, che suggerisce
il materiale da lavorare ma non si esaurisce in frasi musicali
specifi che, al contrario di molti libri di pattern amplierà la
visuale del musicista invece che costringerla.”
Sandy Feldstein, presidente, CPP Belwin
“Una delle metodologie più incredibilmente effi caci e pratiche,
sui concetti ed i processi improvvisativi, che io abbia mai
incontrato. Il formato semplice ed accattivante di Jim
Grantham, con la sua miscela di testo, organizzazione del
lavoro e tracce audio, è un apporto prezioso alla didattica Jazz.”
Herb Wong, produttore Jazz e didatta
Consiglio di cuore il metodo di improvvisazione JAZZMASTER
WORKOUT. È una guida completa allo studio per chiunque
desideri improvvisare.
Bruce Forman, artista e didatta Jazz (chitarra)
“Jim Grantham ha dimostrato pazienza e perseveranza
nel comporre questo metodo per lo studio e l'insegnamento
dell'improvvisazione, che è squisitamente conciso e logico
nella sua consequenzialità. Sono rimasto positivamente
impressionato dalla chiarezza e dall'enfasi con cui egli
presenta i concetti. Questi strumenti risultano essere di
grande aiuto nello sviluppo dei musicisti che sono alla ricerca
di un proprio stile personale. Un libro che sarà utile come
testo scolastico e come metodo per gli autodidatti.”
Larry Ridley, artista e didatta Jazz (basso)

Il tuo JAZZMASTER WORKOUT è esattamente quel che

cercavo. Erano due anni che cercavo un sistema chiaro,
metodico, logico e completo. Fino ad ora (sono arrivato al
capitolo 7) ho avuto la sensazione di essere sostenuto da una
guida. È eccitante e gratifi cante che le idee siano presentate
in modo da essere assorbite senza esserne sovraccaricati... è
un vero divertimento!... Voglio proprio ringraziarti per aver
prodotto un servizio così utile e per essere così disponibile.
Mi sembra che il miracolo dell'improvvisazione sia diventato
raggiungibile e faccia capolino...
Marti Moyer (pianoforte)
Jim, (come probabilmente già saprai) questo libro è
assolutamente superbo! Ed è esattamente ciò di cui ho bisogno.
Ho cominciato a studiare il pianoforte all'età di undici anni
(nel 1941!) e la musica è stata il mio passatempo preferito
sin da allora - principalmente musica classica e leggera - con
sporadici tentativi (falliti) di improvvisazione.
Nel 1998 la commissione associata delle Reali scuole di
musica (ABRSM) ha introdotto qui nel regno unito un nuovo
programma di piano Jazz – niente del genere era mai stato
pubblicato prima. Ne sono diventato subito dipendente! Da
allora, affamato di conoscenza, ho comprato il Jazz Piano
Book ed il Jazz Theory Book di Mark Levine (entrambi
ottimi, ma NON facili) e molti playalong di J. Aebersold.
In qualità di ex insegnante mi è sempre interessato poter
pianifi care lo studio, tanto per me quanto per altri. Amo
i libri “fai da te”. E mi piace anche la sicurezza che dà il
sapere a che punto sono nei miei studi, e dove sto andando.
Il tuo libro fa esattamente questo: ti dice come farlo. Mi sono
letto i primo 10 capitoli, ed ho cominciato gli esercizi in C.
Sto arrivando alla fi ne della seconda settimana (Db) e non
vedo l'ora di attaccare D, che è più semplice. Sento che il mio
orecchio sta crescendo!
Mi piace soprattutto suonare il piano da solista, e sto cercando
di suonare il più possibile i voicings con la sinistra – cercando
note comuni di accordo in accordo e tenendole nella stessa
voce. Anche un'informazione così piccola è davvero utilissima!
...sono assolutamente entusiasta del tuo lavoro, Jim.
John Positive (pianoforte) UK 

 

Biografi a dell'autore ............................................................................................................ VIII
Introduzione .................................................................................................................... XI
Chi può usare il metodo JAZZMASTERWORKOUT? ................................................................1
Ordinare i CD o le cassette ......................................................................................................2
Sezione I Teoria e improvvisazione Jazz ..............................................................3

   Capitolo 1 Scale maggiori ..............................................................................................5
Scala maggiore, scala cromatica, note diatoniche, regole di ortografi a
musicale, armature di chiave, circolo delle quinte, scale pentatoniche.

Capitolo 2 Intervalli ......................................................................................................13
Nome degli intervalli, qualità, rivolti, scorciatoie, trasposizione.

Capitolo 3 Accordi ........................................................................................................21
Triadi, accordi di sesta, accordi di settima, rivolti, disposizioni, sigle, condotta delle parti.
Capitolo 4 Accordi e modi diatonici .............................................................................29
Scale ed accordi diatonici, numeri romani, scale-accordo, modalità, tonalità.

Capitolo 5 Scale-accordo ..............................................................................................33
Scelta delle scale, Chord Tone, tensioni, Avoid Note, tensioni e tipi di accordo,
accordi-scale: lidia, ionica, misolidia, dorica, eolia, frigia, locria, diminuita
simmetrica, esatonale, minore melodica, enarmonìa, vamp modali.

Capitolo 6 Armonia funzionale ....................................................................................43
Funzioni diatoniche, note attive, tonica, sottodominante, dominante, sostituzioni,
pentatonica maggiore, cadenze, risoluzione di dominante, modelli II-V, e I-VI-II-V.

Capitolo 7 Progressioni di accordi ...............................................................................51
Movimenti di toniche (primaria, secondaria), ritmo armonico, ciclo maggiore,
note-guida, linee-guida, cadenza melodica.

Capitolo 8 Melodia di base ...........................................................................................59
Stile, tracking, curva melodica, relazione melodia/armonia, ritmo melodico, movimento
scalare, estensione, bilanciamento, forma, modelli, piano climattico, Chord Tone, salti,
voiceleading, lick, attivare i punti deboli, fraseggio, swing, anticipazioni, notazione,
pulsazione, indicazione di tempo, bandierine, linee di battuta immaginarie, groove.

Capitolo 9 Forma canzone ...........................................................................................75
AB, AABA, ABAC, ABCD, Blues, forme inconsuete, simboli sullo spartito.

Capitolo 10 Blues ............................................................................................................81
Universalità, forma, fraseggio, scala blues, note blues, lick e riff, blues Jazz.

Capitolo 11 Tonalità minori ............................................................................................87
Minore naturale, relativa, parallela, modo eolio, tonalità minore, cadenze in
tonalità minore, minore armonica, scala misolidia
b9b13, accordi atipici, minore
melodica, dorica, primo grado riarmonizzato, accordi in comune, funzioni.

Capitolo 12 Dominanti estese e secondarie .................................................................95
Armonia cromatica, dominanti secondarie e dominanti estese, simbolo-freccia,
ciclo esteso, scale-accordo relativi alla tonalità, movimenti accordali 5, 6, 7,
risoluzione diretta e indiretta, secondi gradi relativi, II-V, simbolo di parentesi,
Avoid note dorica.

Capitolo 13 Sostituzione di tritono ..............................................................................107
Tritono, sostituzione di tritono del V grado, simbolo di freccia tratteggiata,
sostituzione di tritono delle dominanti secondarie, scala misolidia #11, scala alterata di dominante, scala diminuita di dominante, modelli. X

Capitolo 14 Interscambio modale ...............................................................................113
Modi misti, scale-accordi paralleli, interscambio modale, funzione di sottodominante
minore, cadenze di sottodominante minore, scale ibride, progressione N°10.

Capitolo 15 Variazioni della scala di dominante .........................................................119
Struttura delle scale-accordo di dominante, disposizioni, sonorità, misolidia, sus4,
misolidia #11, esatonale, misolidia b9, diminuita di dominante, misolidia b9b13,
alterata, composita.

Capitolo 16 Armonia diminuita ...................................................................................127
Accordi e scale diminuiti, funzione diminuita di passaggio, scale simmetriche
e relative alla tonalità, diminuite di colore, riarmonizzazione, II-V minori.

Capitolo 17 Modulazione ............................................................................................135
Identifi cale la modulazione, numeri romani, analisi, diretta, di passaggio, accordo
fulcro, dominanti-fulcro, ritmo armonico, aree tonali, modulazione d'inganno.

Capitolo 18 Abbellimenti armonici ..............................................................................143
Rivolti degli accordi, line clichèes, pedali di basso.

Capitolo 19 Sostituzione di accordi ............................................................................147
Alterazione delle scale-accordo, colori delle scale di dominante, dominanti
secondarie, sostituti brillanti e scuri, sostituzione di tritono, scale diminuite di
dominante, sostituzione funzionale, tabella della funzione accordale, sostituzioni
di II-V, secondi gradi relativi, sostituzione con accordo d'approccio, approccio
esteso, riarmonizzazione, turnaround, lick.

Capitolo 20 Bebop ...................................................................................................... 163
Qualità armoniche, qualità melodiche, note d'approccio, modelli, analisi.

Capitolo 21 Jazz modale ............................................................................................. 169
Jazz modale, sezione ritmica, vamp modali, movimenti di accordi,
disposizioni, melodia, pentatoniche, sideslipping.

Capitolo 22 Pentatoniche ........................................................................................... 175
Note della pentatonica, modi, sonorità, relazione fra scale e accordi,
pentatoniche alterate, combinazioni di pentatoniche, tabella comparativa
pentatoniche/modi, pentatoniche e accordi di dominante, modelli di movimento,
gruppi di quattro note, modelli cromatici.

Capitolo 23 Armonia non funzionale ......................................................................... 185
Movimento non funzionale, pattern paralleli e simmetrici, sistemi simmetrici,
sostituzione funzionale, modelli composti, i II-V di Coltrane, esempi di progressioni.

Capitolo 24 Ritorno alla base ..................................................................................... 193
Crescere, i concetti di base, tre T, stile, scelte, tecnica strumentale, insegnanti,
ear training, cervello destro e sinistro, repertorio.

Sezione II Il JAZZMASTER WORKOUT ..................................................................197
Metodo di studio per l'improvvisazione
Come studiare, esercizi e tecniche per la pratica JAZZMASTER WORKOUT.
Sezione III Key Reference (dodici tonalità) ..............................................................232
In C. Schede da completare in tutte le altre tonalità.
Appendice A Prospetto scale-accordi ............................................................................ 337
Appendice B Elenco dei principali Standard Jazz ......................................................... 345
Appendice C Analizzare i brani ..................................................................................... 347
Appendice D Pattern per scale e accordi ...................................................................... 349 

Prezzo: €36,99
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LOBOS VILLA, CINQ PRÉLUDES FOR SOLO Guitar Editor Frédéric Zigante Composed in 1940, Max Eschig

LOBOS VILLA, CINQ PRÉLUDES FOR SOLO Guitar

Cinq Préludes
5 Preludes for Solo Guitar
Series: Editions Durand
Publisher: Editions Max Eschig
Guitar
Editor: Frédéric Zigante
Composer: Heitor Villa-Lobos

Composed in 1940, the Cinq Préludes were Villa-Lobos' last contribution to the solo guitar repertory. New editions by Zigante available here in a single album for the first time.

Inventory #HL 50564856
ISBN: 9781458423733
UPC: 884088207786
Publisher Code: DF1572200
Width: 9.0"
Length: 12.0"
38 pages

Prezzo: €19,99
€19,99

BETTENCOURT NUNO & MOURNING WIDOWS. BAND TABLATURE Paint the Town Red-And the Winner is-Hotel Asylum"

BETTENCOURT NUNO & MOURNING WIDOWS. BAND TABLATURE.
SHEET MUSIC BOOK WITH BASS & GUITAR TABLATURE.

LIBRO DI MUSICA ROCK. 

 

SPARTITI PER OGNI STRUMENTO: VOCE, CHITARRA, BASSO, BATTERIA, ECC.

 

ACCORDI, PENTAGRAMMA, BASSO E CHITARRA CON TABLATURE. 

 

TITOLI: 

"All Automatic" - 
"Paint the Town Red" - 
"The Temp" - 
"The Air You That You Breathe" - 
"I Wanna Be Your Friend" - 
"Hotel Asylum" -
"Over & Out" - 
"Love Is a Cigarette" - 
"Too Late" - 
"Sex In a Jar" 
"And the Winner is..."

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CULT, CEREMONY (OFF THE RECORD) GUITAR TABLATURE

CULT, CEREMONY (OFF THE RECORD) TABLATURE

 

Tab for all instruments.

Songs include:

BANGKOK RAIN

CEREMONY

EARTH MOFO

FULL TILT

HEART OF SOUL

IF

INDIAN

SWEET SALVATION

WHITE

WILD HEARTED SON

WONDERLAND

Prezzo: €129,99
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